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Acquacoltura sostenibile. Il caso di Ittinsect

Data 14/04/2022
Tipo Caso studio

La start-up Ittinsect ha appena concluso un round di finanziamento di 550 mila euro con lo scopo di produrre mangimi a basso impatto ambientale per un’acquacoltura sostenibile. I nuovi capitali serviranno a far espandere l’azienda sul mercato nazionale ed internazionale. Gli ingredienti? Microalghe, insetti e sottoprodotti agricoli. L’obiettivo è di arrivare a produrre 1.500 tonnellate di mangime entro il 2023, andando a contrastare il fenomeno dello sfruttamento incontrollato delle risorse ittiche ed implementare l’economia circolare anche in questa nicchia del settore del food

La start-up italiana Ittinsect ha raccolto €500k per produrre mangimi sostenibili per l’acquacoltura

I mangimi green per un’acquacoltura sostenibile  

Nel caso specifico dei mangimi per l’acquacoltura, le specie a rischio sono i piccoli pesci pelagici come l’acciuga del pacifico. La start-up intende contrastare il fenomeno attraverso lo sviluppo di nuovi mangimi per un’acquacoltura circolare

Il processo per la creazione di mangimi sostenibili si divide in tre fasi:  

  • Acquisto delle materie prime e degli insetti da rivenditori italiani ed Europei 
  • Trattamento biotecnologico “per aumentare le biodisponibilità delle materie prime fino a 6.5 volte rispetto al materiale grezzo” 
  • Estrusione, per fornire le proprietà meccaniche necessarie alla somministrazione in acqua al mangime  

Grazie al nuovo afflusso di capitale Ittinsect prevede una crescita esponenziale nella produzione dei mangimi nei prossimi due anni. Complice anche il forte aumento delle richieste in un settore che registra una crescita annua del 6% e che nel 2030 varrà €400 milioni soltanto nel in Italia (€9 miliardi in Europa). Il nostro paese è infatti tra i primi 5 produttori di orate e branzini e il principale per quanto riguarda le trote, secondo quanto riportato dallo European Aquaculture Production Report 2014 – 2019.   

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