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Circularity

Barbie loves the ocean

June, 2021

La questione delle plastiche è una delle sfide più complesse (assieme a quella climatica) tra quelle a cui ci troviamo di fronte. Le plastiche sono pervasive (sono ovunque) ma spesso sono altrettanto indispensabili. Si pensi solo al loro impiego nel settore sanitario, nell’automotive e anche nel segmento dei giocattoli che nel 2019 ho superato il valore globale di 90 miliardi di dollari.
Ma cosa succede ai giochi quando esauriscono il loro ciclo di vita? Ebbene l’80% viaggia diretto verso la discarica o viene incenerito e ancor peggio va ad alimentare il Marine Litter.

Inoltre, differenza degli oggetti biodegradabili, la plastica è fotodegradabile, ovvero si degrada per azione della luce senza dissolversi completamente, ma si frammenta in  “microplastica” e nanoplastica, ovvero minuscoli frammenti che inquinano gli ecosistemi marini, l’atmosfera e il suolo entrando nel ciclo vitale di tutte le specie animali, uomo compreso. Macro e microplastiche sono state trovate in tutte le regioni marine della Terra, anche nel punto più profondo della Terra, la Fossa delle Marianne, a circa 11.000 m di profondità.

Anche nel settore dei giocattoli, avviare filiere di valore utilizzando materiali sicuri, durevoli, riutilizzabili, riciclabili e soprattutto eco-compatibili sta diventando una priorità per ridurre al massimo sprechi e inquinamento.

Ad oggi il 90% di tutti i giocattoli prodotti sono realizzati in plastica e i giocattoli rotti sono i primi ad essere gettati via, motivo per cui è necessario avviare sistemi di riutilizzo e condivisione efficaci, per garantirne la riparabilità quando vengono danneggiati per evitare che diventino rifiuti (Fonte: “Creating a circular economy for toys” di Tansy Robertson-Fall, Senior Editor della Ellen MacArthur Foundation).


Molti sono i produttori di giochi di portata internazionale che hanno raccolto la sfida dell’economia circolare, tra cui anche Barbie®, storico brand della Mattel Inc. che ha lanciato sul mercato una versione sostenibile della sua bambola più famosa “Barbie loves the ocean”, costruita per il 90% di plastica oceanica riciclata proveniente da corsi d’acqua privi di sistemi formali di raccolta dei rifiuti con l’obiettivo di  dare un contributo forte alla salvaguardia degli oceani. La Barbie loves the ocean rientra nell’ambizioso programma di economia circolare “Mattel Playback”  lanciato dal colosso statunitense con l’efficace claim “PLAY, RICYCLE, REPEAT” per recuperare e riutilizzare i materiali dei vecchi giocattoli per crearne nuovi con  l’obiettivo di raggiungere il 100% di materiali plastici riciclati, riciclabili o a base biologica per tutti i prodotti e relativi imballaggi entro il 2030.

Mattel affida proprio a Barbie e relativa piattaforma https://barbie.mattel.com/ il compito di essere portavoce per sensibilizzare le persone sulle proprie politiche ambientali e relativi obiettivi di sostenibilità:

  • IMBALLAGGI SOSTENIBILI
    Raggiungere il 95% di carta o fibra di legno riciclata o certificata dal Forest Stewardship Council (FSC) degli imballaggi entro il 2021.
  • PRODOTTI SOSTENIBILI
    Il 100% di materiali plastici riciclati, riciclabili o a base biologica e oltre il 75% delle fibre realizzate con materiali sostenibili entro il 2030
  • CONTENUTI DI IMPATTO
    Sostenere politiche ambientali usando Barbie come modello per educare e promuovere comportamenti quotidiani sostenibili.

Richard Dickson, Presidente e Chief Operating Officer Mattel ha dichiarato a proposito del programma circolare messo a punto dall’azienda: “I giocattoli Mattel sono fatti per durare e vengono trasmessi di generazione in generazione. Il nostro programma Mattel PlayBack ne è un ottimo esempio, che ci consente di trasformare i materiali dei giocattoli che hanno vissuto la loro vita utile in materiali riciclati per creare nuovi prodotti”.

La Mattel si avvale anche di  strumenti di valutazione del ciclo di vita (LCA) per ottimizzare le scelte di progettazione e sviluppo delle linee produttive dei giocattoli. E, assieme ad altri grandi marchi del settore è in partnership con la Ellen MacArthur Foundation per aiutare a identificare soluzioni in ottica circolare.


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