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Materia Rinnovabile n°5

Come trasformare il vecchio divano in biocarburante

Un’iniziativa olandese indaga sui metodi per utilizzare i rifiuti solidi urbani per produrre biocombustibili liquidi e biochemicals.

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Vecchi mobili, divani, vestiti, pannolini e scontrini del bar. Sono rifiuti solidi urbani. Ne produciamo ogni anno nel mondo un miliardo e trecento milioni di tonnellate, secondo un Rapporto del 2012 della Banca Mondiale. E solo il 34% viene riciclato. Il resto finisce in discarica o nell’inceneritore. 

Un progetto olandese, che ha come capofila il colosso chimico AkzoNobel, sta adesso indagando per vedere come è possibile impiegare parte di questi rifiuti non riciclabili per produrre biocombustibili liquidi e prodotti chimici biobased. Con molteplici vantaggi: da una parte si risolve l’annoso problema dei rifiuti che finiscono in discarica, dall’altra si mette a disposizione delle imprese una materia prima che non compete con il cibo, non ha impatti sull’uso del suolo ed è già inserita nel sistema logistico di raccolta e distribuzione dell’industria che gestisce i rifiuti. Attore fondamentale del progetto olandese è Enerkem, una società canadese (con sede a Montréal, Québec) che ha sviluppato una tecnologia in grado di convertire i rifiuti in gas di sintesi, un materiale di partenza comune per i prodotti come il metanolo o l’ammoniaca.

Nel novembre del 2014 un consorzio olandese pubblico-privato guidato da AkzoNobel ha siglato con Enerkem un accordo per esplorare l’uso dei rifiuti come materia prima per la produzione di carburanti e sostanze chimiche e la costruzione di una nuova bioraffineria a ciò dedicata. A contendersi la bioraffineria, che nei progetti dei partner dovrà essere costruita nel giro di due o tre anni per essere la prima di questa tipologia in Europa, sono la città di Rotterdam e quella di Delfzijl (nella provincia di Groninga). 

Prima in Europa, perché la tecnologia di Enerkem sta già dimostrando di essere efficace a Edmonton, in Alberta (Canada): la bioraffineria inaugurata il 4 giugno 2014 ha permesso alla città canadese di far crescere la propria percentuale di diversione dei rifiuti dal 60 al 90% producendo etanolo e metanolo. Ed è considerata dagli addetti ai lavori un vero e pr[...]



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