x

Questo sito o gli strumenti di terze parti in esso integrati trattano dati personali (es. dati di navigazione o indirizzi IP) e fanno uso di cookie o altri identificatori necessari per il funzionamento e per il raggiungimento delle finalità descritte nella cookie policy. Per saperne di più, consulta la cookie policy. Dichiari di accettare l’utilizzo di cookie o altri identificatori chiudendo o nascondendo questa informativa, proseguendo la navigazione di questa pagina, cliccando un link o un pulsante o continuando a navigare in altro modo.OK

Questo sito o gli strumenti di terze parti in esso integrati trattano dati personali e fanno uso di cookie necessari per il funzionamento e per il raggiungimento delle finalità descritte nella cookie policy. Per saperne di più, consulta la cookie policy.Dichiari di accettare l'utilizzo di cookie chiudendo o nascondendo questa informativa o continuando a navigare in altro modo.OK

Articolo

Materia Rinnovabile n. 29-30

Rigenerazione: le piante sono l’arma segreta per arginare l’emergenza climatica

La perdita netta di foreste raggiunge i 3,3 milioni di ettari all’anno (Fao 2015) contribuendo a rilasciare enormi quantità di anidride carbonica nell'atmosfera. Una soluzione economica, sostenibile e immediata esiste: piantare alberi. Il potenziale del ripristino degli ecosistemi come strumento di mitigazione all’emergenza climatica è enorme e rappresenta una delle sfide cruciali del prossimo decennio.

December, 2019

“Quando penso che un uomo solo, ridotto alle proprie semplici risorse fisiche e morali, è bastato a far uscire dal deserto quel paese di Canaan, trovo che, malgrado tutto, la condizione umana sia ammirevole.” 

Così si chiude il libro L'uomo che piantava gli alberi nel quale lo scrittore francese Jean Giono racconta la storia di Elzéard Bouffier, pastore che da solo riforestò un’intera vallata alpina durante la prima metà del Novecento. La storia è inventata ma più volte, negli ultimi anni, casi reali hanno reso indirettamente omaggio a Monsieur Bouffier.

Non sappiamo, per esempio, se John D. Liu abbia letto il libro, ma sicuramente la storia di questo ricercatore e documentarista statunitense è una di quelle a cui Giono si sarebbe potuto ispirare. 
Liu è famoso ai più per il documentario “Hope in a changing climate” in cui mostra l’enorme progetto di rigenerazione ecosistemica del Loess Plateau, un’area di 640 mila chilometri quadrati, al tempo fortemente degradata e tra le più povere della Cina. 

Proposto in anteprima nel 2009 alla Cop15 di Copenaghen, il documentario mostrava per la prima volta a un pubblico internazionale come la rigenerazione degli ecosistemi naturali fosse una soluzione incredibilmente efficace dal punto di vista ambientale, economico e sociale per mitigare gli effetti della emergenza climatica e rafforzare la resilienza della specie umana.

La rigenerazione infatti, considerata come l’attività che ripristina le funzioni ecologiche di ambienti degradati, porta due benefici fondamentali a livello locale: diminuisce il rischio di alluvioni e frane, migliorando la ritenzione del suolo; aumenta le opportunità di guadagno dei contadini, grazie alla maggiore fertilità dei terreni. Questo senza contare il maggior beneficio che la riforestazione apporta a livello globale: attraverso la fotosintesi infatti, le piante assorbono l’anidride carbonica dall’atmosfera, immagazzinandola nel s[...]




— ti potrebbe interessare anche
right circularity

Aumenta la raccolta differenziata rifiuti, ma gli

Autore: Rivista Rifiuti

TORNA L'ITALIA CHE PENSA GREEN

Autore: Materia Rinnovabile n. 29-30

icon circularity

Per leggere gli articoli completi è necessario essere registrati

Registrati