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Materia Rinnovabile n° 22

Un cerchio (quasi) perfetto: il riciclo della carta in Italia

Il rapporto annuale di Comieco, il Consorzio per il recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica, conferma il trend positivo del Paese. La filiera italiana della carta è tra le eccellenze europee in materia di circolarità. Ma ci sono ancora delle sfide da affrontare per rendere il cerchio perfetto. Come la compostabilità del packaging per alimenti.

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Fare di necessità virtù. In Italia, sul fronte dell’industria cartaria, è sempre stata questa la parola d’ordine. Paese di boschi “poveri”, non particolarmente produttivi in termini di biomassa, la penisola si è dovuta adattare al riciclo per alimentare la produzione di carta e cartone. Un’abitudine che oggi, in tempi di necessaria accelerazione dell’economia circolare, è diventata una delle qualità più apprezzate, per cui l’Italia è tra le eccellenze in Europa. E se i nuovi obiettivi di sostenibilità dell’Unione impongono standard via via più stringenti per la raccolta differenziata, la filiera italiana della carta marcia spedita verso i traguardi fissati.
Lo conferma, anche quest’anno, il rapporto di Comieco, il Consorzio italiano per il recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica. La raccolta differenziata di carta e cartone continua a crescere, registrando nel 2017 un +1,6% rispetto all’annata precedente. Un risultato che si inserisce nel trend positivo degli ultimi anni e che ha avuto una spinta decisiva soprattutto dal Sud, dove la raccolta è aumentata di oltre il 6%, riducendo significativamente il divario con le regioni del Nord.
Quantificando, i Comuni italiani hanno raccolto durante tutto l’anno quasi 3,3 milioni di tonnellate di materiale cellulosico, ovvero più di 54 kg per abitante. Di questi, il 45% (circa 1,5 milioni di tonnellate) è gestito direttamente da Comieco. Aggiungendo alla raccolta comunale quella industriale e gli scarti di produzione, la filiera cartaria recupera oltre 6,5 milioni di tonnellate di macero da reimmettere in produzione, portando l’Italia al quarto posto nella graduatoria europea per il reimpiego nei processi produttivi con o[...]



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