ECONOMIA

Le opportunità economiche e di business che le imprese possono sviluppare grazie all’economia circolare. Differenze e cambiamenti di processo e di prodotto. 

L’economia circolare presenta diversi nuovi modelli di business che possono generare nuove opportunità e competitività nel mercato.
Ci sono modelli che cambiano la prospettiva del sistema di vendita (PRODOTTO COME SERVIZIO), per cui non viene più venduto solamente un prodotto al fine di massimizzarne le vendite, ma alla vendita del prodotto viene aggiunta la vendita di un servizio per allungare la vita del prodotto stesso.
In quest’ottica c’è la necessità per le imprese di rivedere il proprio assetto aziendale, la propria catena di fornitura e le competenze che la mia azienda richiede.

Un altro esempio è l’utilizzo di materie riciclate per la produzione di un prodotto riducendo così l’utilizzo di materie prime, in questo caso l’impresa dovrà rivedere la propria catena di fornitura, il processo produttivo e anche la comunicazione e marketing che dovrà di conseguenza adattarsi ad un cambio di paradigma.

L’introduzione di nuovi servizi, processi o prodotti in azienda che seguono i principi dell’economia circolare rappresentano un’opportunità di crescita e sviluppo in termini di:

  • Innovazione: riorganizzare l’azienda secondo l’economia circolare può essere una grande opportunità per “aprirsi” all’innovazione. La digitalizzazione può essere un fattore abilitante che spinge le aziende a ripensare i processi rendendoli più smart e aperti a nuovi network;
  • Occupazione: la riduzione della quantità di materie prime utilizzate e la crescita di servizi a valore aggiunto dovrebbero comportare uno spostamento della struttura dei costi dalle materie prime al lavoro, cioè da settori più automatizzati a settori prevalentemente legati al lavoro umano (e.g. servizi, manutenzione, riparazione) con conseguente crescita dell’impatto occupazionale;
  • Competitività: modelli di business che risparmiano le materie prime e utilizzano materiali riciclati, permettono di avere una struttura di costi meno a rischio di volatilità dei prezzi sia per dinamiche di mercato sia per interventi normativi.
    Alcune stime parlano di possibili benefici al 2030 pari a:
    • consumo delle risorse: riduzione del 17% – 24%
    • risparmi 630 miliardi di euro/anno
    • crescita PIL europeo + 3,9%.

Uno studio della Ellen MacArthur Foundation, SUN e McKinsey hanno identificato che adottando i principi dell’economia circolare, l’Europa potrebbe creare un beneficio netto di 1,8 trilioni di euro entro il 2030, o 0,9 trilioni di euro in più rispetto all’attuale percorso di sviluppo lineare.
L’economia circolare potrebbe creare enormi opportunità di rinnovamento industriale, rigenerazione e innovazione. La crescita economica, definita dal PIL, sarebbe raggiunta principalmente attraverso una combinazione tra maggiori entrate derivanti dalle attività circolari emergenti e minori costi di produzione dovuti all’utilizzo più produttivo di risorse in input a un processo produttivo.
Questi cambiamenti nell’input e output delle attività di produzione possono influenzare l’offerta, la domanda e i prezzi del mercato, interagendo in tutti i settori dell’economia e generando in una serie di effetti indiretti che si aggiungono alla crescita complessiva. Questi effetti indiretti comprendono maggiori spese e risparmi derivanti da un aumento del reddito delle famiglie, a sua volta derivante da una maggiore retribuzione al lavoro. Sommando questi effetti positivi si potrebbe quindi avere una variazione positiva del PIL.

Seguendo dunque un percorso di sviluppo economico circolare, il PIL europeo potrebbe aumentare dell’11% entro il 2030 e del 27% entro il 2050, rispetto al 4% e al 15% nell’attuale scenario di sviluppo. La Ellen MacArthur Foundation ha stimato che, nei settori di prodotti con una vita utile medio-lunga (come i telefoni), in uno scenario avanzato di economia circolare nell’UE, l’opportunità annuale netta di risparmio sui costi dei materiali ammonta a un massimo di 630 miliardi di dollari. Per beni di largo consumo è stato identificato un potenziale aggiuntivo di fino a 700 miliardi di dollari a livello globale1.

Massimizzazione del valore economico per unità di risorsa

Ci possono essere diverse tipologie di interventi che un’azienda può applicare per avvicinarsi all’economia circolare, creando innovazione in fase di processo o del prodotto o rivedendo completamente il proprio modello di business. L’obiettivo ultimo è quello di massimizzare il valore economico del prodotto per unità di risorsa utilizzata. (Figura 1)

1. Innovazione modello di business

Modificando il modello di business all’interno della propria azienda, è possibile applicare modelli come quello del PRODOTTO COME SERVIZIO, in cui un prodotto è supportato attraverso un sistema di servizio che mantiene l’efficienza del prodotto stesso, ne allunga la durata di vita o ne consente il riuso.
Oppure applicare un modello di DISOWNERSHIP/SHARING ECONOMY dove è possibile trasformare la vendita di beni in una loro fruizione ed accesso condiviso. A quel punto, acquistando un bene, non viene più pagato il prodotto in sé, ma solamente il servizio che offre.
Un chiaro esempio di questo modello lo si può vedere nella mobilità con i servizi di car-sharing, in cui non serve più comprare un’auto, ma è possibile pagare solamente l’utilizzo di una macchina messa a disposizione di tutti con regole precise. Le aziende automotive quindi non avranno ricavi nel vendere le auto ma nel loro utilizzo e manutenzione.

2. Innovazione di prodotto

Un modello differente di business da applicare in azienda riguarda principalmente il design dei prodotti.
E’ innanzitutto necessario abbandonare il principio dell’obsolescenza programmata di un prodotto per avere cicli di “ricambio” e di vendita calcolati, e puntare, al contrario, ad allungare la loro vita utile rendendo i prodotti facilmente smontabili e riparabili.
L’ECO-DESIGN  è il primo approccio circolare che un’azienda può attuare, disegnando prodotti composti da materiali riciclati, facilmente sostituibili e riparabili, in modo che il consumatore non debba continuamente cambiare il prodotto a fine vita.
Inoltre tutti i prodotti dovrebbero avere un’analisi del loro ciclo di vita attraverso il LIFE CYCLE ASSESSMENT (LCA) per avere con chiarezza una misura del suo impatto ambientale.

3. Innovazione di processo

Il processo produttivo può rispettare i principi di economia circolare mediante l’applicazione di diverse innovazioni in grado di generare vantaggi economici. Anche in questo caso, oltre a dare l’importanza all’impatto ambientale del prodotto, è necessario misurare il ciclo di vita dell’intera filiera di approvvigionamento, ripensandolo con un approccio LIFE CYCLE THINKING (LCT)  per individuare tutti i possibili vantaggi della filiera.
Ripensare ad esempio a tutti i processi ad alta temperatura che possono essere sostituiti da modelli di tipo biologico, imitati dalla natura, che utilizzano microorganismi ed enzimi per svolgere le stesse reazioni. L’utilizzo di energia rinnovabile per il funzionamento di un processo produttivo è sicuramente una delle basi per un approccio circolare oppure applicare il REMANUFACTURING  che prevede una serie di attività effettuate su un componente o un prodotto a fine vita per farlo ritornare come nuovo, con performance uguali o superiori e garantito.

Per avere la Circular Guide
sempre a portata di mano:


[1] Towards a circular economy: business rationale for an accelerated transition – Ellen MacArthur Foundation, 2015


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