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Commercio

Commercializzi beni e servizi? Fai parte della catena distributiva?
Circularity si rivolge ai diversi canali e strutture commerciali e retail con le loro varie attività di distribuzione e vendita alimentare e non, come la grande distribuzione organizzata (GDO), la distribuzione specializzata (GDS) e i poli logistici.

Direttive E Obiettivi Europei

Ridurre lo spreco e sostituire la plastica

Le politiche attuali si rivolgono principalmente a produttori e consumatori concentrandosi sull’efficientamento delle risorse, in particolare del settore alimentare. Mentre il problema dell’impatto ambientale delle produzioni agricole costituisce un argomento ampiamente indagato, è più recente l’attenzione posta sull’impatto ambientale della componente logistica nelle filiere agroalimentari, così come in altre filiere produttive, e nella quale gioca un ruolo fondamentale il packaging, soprattutto la plastica. Riguardante quest’ultima, il 12 Giugno 2019 è stata emanata dall'UE una Direttiva (2019/ 904/ UE) che impone di:

  • Ridurre il consumo di alcuni prodotti in plastica monouso, come i contenitori per alimenti, entro il 2026 e vietarne l'immissione sul mercato di altri, particolarmente impattanti sull'ambiente marino.
  • Sostituire la plastica con alternative riutilizzabili e biodegradabili, disponibili presso il punto vendita e destinate al consumatore finale.
  • Adottare misure necessarie per garantire il riutilizzo, il riciclaggio o altre operazioni di recupero volte a ridurre la produzione di rifiuti.

Come?

Ridurre le inefficienze delle singole fasi del processo logistico e distributivo.

01

Promuovere la collaborazione di tutta la catena di approvvigionamento, vendita e distribuzione.

02

Promuovere la donazione dei prodotti e altre forme di ridistribuzione per il consumatore finale.

03

Apertura del mercato alle innovazioni, tecnologie e conoscenze ambientali: con soluzioni infrastrutturali e di riciclo dei materiali all’interno del sistema.

04

CRITICITA’ DEL SETTORE & NUMERI PER RIFLETTERE

Ridurre lo spreco e sostituire la plastica

L’impegno in ambito ecologico del settore commerciale è ancora troppo scarso. Benché le aziende siano consapevoli dell'importanza di tutelare l'ambiente, non viene ancora fatto abbastanza per essere all'altezza delle sfide da affrontare. I sistemi della logistica legano tutti gli anelli della catena del valore, dalla produzione alla distribuzione nei punti vendita: dobbiamo avviare percorsi virtuosi per ridurre i rifiuti prodotti dai settori commerciali.

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INCREMENTO EMISSIONI DI GAS SERRA DOVUTE AL COMMERCIO

Il commercio internazionale fa impennare le emissioni di gas serra italiane a +28%

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INCREMENTO PERDITE E SPRECHI

Le perdite e gli sprechi alimentari nella vendita al dettaglio e all’ingrosso arrivano al 14% (compresi i GDO), per via dei danni alle confezioni e delle inefficienze nella gestione dei magazzini, con una perdita stimata di 200 milioni di tonnellate perse durante la fase distributiva.

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IMPATTO DELLA PLASTICA SULL'INQUINAMENTO

Gli oggetti in plastica usa e getta sono responsabili dell’85% dell’inquinamento che colpisce oceani e spiagge di tutto il pianeta oltre a raggiungere persone e animali attraverso microplastiche disperse nel cibo, nell’acqua e nell’aria.

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DI PLASTICA

Il riciclaggio di 1 milione di tonnellate di plastica equivarrebbe a togliere dalle strade 1 milione di automobili.

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SCARTI DI PLASTICA NON RECUPERATI

Solo il 5% delle nuove plastiche proviene dal recupero, mentre il 95% viene sprecato: un mancato riutilizzo che si traduce in un buco da 105 miliardi di euro l’anno, mentre si potrebbero risparmiare da 77 a 102 euro per ogni tonnellata di plastica raccolta.

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ACQUA USATA PER UNA BOTTIGLIA DI PLASTICA

Per produrre una sola bottiglia di plastica vengono usati 95 litri di acqua.


Esempi virtuosi

Alcune aziende hanno fatto del loro business un esempio virtuoso di applicazione dell’economia circolare. Grazie ad una visione d’insieme sistemica sono riuscite a sfruttare le proprie risorse per trarne vantaggi per sé e per l’ambiente

Dal riciclo dei propri scarti
una nuova linea di prodotti
Alcuni supermercati del settore hanno attuato soluzioni infrastrutturali optando per il risparmio energetico. Sono riusciti ad ottenere una riduzione del packaging dei prodotti diminuendo l’uso della plastica e creando linee di prodotti ecosostenibili, formulati partendo da materie prima vegetali. Un riciclo virtuoso è stato ottenuto attraverso l’utilizzo di materiali di sola seconda vita, nati dal riciclo di prodotti e scarti dello stesso GDO.
Dalla raccolta di umido organico
a secondo prodotto
Alcune aziende sono riuscite a gestire lo spreco alimentare all’interno dei centri commerciali trasformandolo in un’opportunità per creare un “secondo-prodotto” che possa essere reintrodotto e venduto nello stesso centro. Questo è possibile attraverso il recupero degli scarti organici, in particolare quelli separabili (per esempio arance e fondi di caffè).
Da frutta invenduta
a nuova merce in scaffale
Spesso la grande distribuzione ritira dagli scaffali prodotti ancora buoni, ma troppo vicini alla data di scadenza. Da qui l'idea di alcune aziende: trasformare frutta non adatta alla vendita per difetti estetici o perché vicina alla data di scadenza in succhi di frutta o marmellate, rivenduti dal distributore del suo stesso marchio.

FONTI:

  • www.europarl.europa.eu
  • Direttiva Parlamento europeo e Consiglio Ue 2018/851/Ue: https://eur-lex.europa.eu
  • Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente (Raggiunto accordo tra le istituzioni – Approvazione formale del Parlamento Ue il 27 marzo 2019 e del Consiglio Ue il 21 maggio 2019 – In corso di pubblicazione sulla Guue)
  • www.fao.org FAO (Food and Agriculture Organization of United Nations)
  • https://ec.europa.eu/italy/

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