Circularity

Auto a fine vita, le nuove norme europee

Scritto da Circularity | 6 luglio 2026 13.47.35 Z

Il primo luglio Il Consiglio dell’Unione europea ha approvato nuove regole che vincolano i costruttori automobilistici a progettare veicoli secondo principi di circolarità e a farsi carico della gestione dei mezzi a fine vita. Il nuovo regolamento End‑of‑Life Vehicles (ELV) quindi estende la responsabilità dei produttori all’intero ciclo di vita del veicolo e introduce target obbligatori di uso di materiali riciclati.


Le norme obbligano le aziende a costruire auto che facilitino il riuso, lo smontaggio e il recupero della componentistica. L’obiettivo è incrementare la quota di materiale riciclato nei nuovi veicoli e ridurre i rifiuti, favorendo al tempo stesso la circolarità delle catene di fornitura europee.

A 6 anni dall’entrata in vigore del regolamento, almeno il 15% della plastica impiegata nella produzione di nuovi veicoli dovrà provenire da materiali riciclati; la quota salirà al 25% entro dieci anni. Di questa plastica riciclata, almeno il 20% dovrà essere ricavata da veicoli fuori uso o da parti usate, incentivando così la filiera del riciclo nazionale.



Verso altri target di materiali 

A un anno dall’entrata in vigore, il regolamento impone la redazione di un feasibility study che servirà alla Commissione europea per definire obiettivi analoghi per altri materiali, tra cui acciaio, alluminio, magnesio e materie prime critiche, oggi spesso importati da paesi terzi. Con l'intento di ridurre la dipendenza dalle importazioni e rafforzare l'autonomia dell'industria europea.


Tre anni dopo l’entrata in vigore scatterà l’obbligo di responsabilità estesa del produttore (EPR): i produttori dovranno farsi carico, sia finanziariamente sia dal punto di vista organizzativo, del ritiro e del trattamento dei veicoli giunti a fine vita sull’intero territorio dell’UE. Questo comporterà nuovi oneri gestionali e costi per il settore, ma anche incentivi a ripensare design e supply chain in ottica circolare.

Il regolamento introduce inoltre il divieto di esportazione dei veicoli non più idonei alla circolazione: una volta qualificati come rifiuto, i mezzi dovranno essere trattati da impianti autorizzati e non potranno essere rivenduti o spediti all’estero. Sono previste misure rafforzate di tracciabilità e controllo per ridurre i casi di smontaggio illegale o esportazioni illecite.

 

Ambito di applicazione e deroghe

Le nuove disposizioni si applicheranno in primo luogo alle autovetture e ai veicoli commerciali leggeri; per i veicoli pesanti, le motociclette e i mezzi a uso speciale è prevista una serie di requisiti più limitata, calibrata sulle specificità tecniche e operative di questi segmenti.

“Stiamo compiendo passi importanti per accelerare la transizione del settore automobilistico verso un’economia circolare. Stiamo promuovendo la sicurezza delle risorse, proteggendo l’ambiente e garantendo la sostenibilità“, hanno dichiarato Jens Gieseke della commissione Ambiente, e Paulius Saudargas della commissione Mercato interno.

L’attuazione porrà sfide amministrative e operative: dalle verifiche di conformità alla creazione di infrastrutture per il recupero; ma rappresenta anche una chiara direzione politica verso un’industria automobilistica più sostenibile e meno dipendente da materie prime estere.


Per le imprese si apre una fase di transizione: investimenti in progettazione modulare e facilmente smontabile, sviluppo della filiera del riciclo delle plastiche e adeguamento dei processi logistici per la raccolta e il trattamento dei veicoli fuori uso. Allo stesso tempo, la riduzione della domanda di materie prime vergini e la crescita del riciclo potrebbero portare a nuove opportunità industriali e occupazionali lungo la filiera.

Le nuove regole serviranno a fronteggiare il problema dei circa 3,5 milioni di veicoli scomparsi ogni anno. Si tratta di auto disassemblate in modo illegale, i cui pezzi di ricambio vengono venduti ed esportati clandestinamente in Africa, Medio Oriente o Asia. Il divieto di esportazione dei veicoli dichiarati non idonei alla circolazione sarà applicabile cinque anni dopo l’entrata in vigore del regolamento.