Circularity

I (troppi) rifiuti speciali abbandonati sull’autostrada A7

Scritto da Circularity | 18 agosto 2026 15:14:16 Z

Lavatrici, frigoriferi, batterie per auto, rifiuti da costruzione, taniche con liquidi sconosciuti e persino scarti di macellazione. Non è la lista di rifiuti di una discarica omologato, ma tutti gli oggetti che sono stati recuperati in un anno nelle piazzole di emergenza della rete autostradale gestita da Milano Serravalle-Milano Tangenziali, azienda che controlla il tratto della A7 tra Milano a Serravalle Scrivia e altre tangenziali.

Tra agosto 2025 e luglio 2026, l’azienda ha raccolto circa 2,6 tonnellate di rifiuti speciali abbandonati da automobilisti e autotrasportatori incivili, che vengo spesso identificati e segnalati alle forze di polizia. Non rientrano in queste cifre i rifiuti urbani, come plastica carta e altri materiali, per i quali l’azienda garantisce una costante attività di pulizia, smistamento e avvio al riciclo.

L’estate è di gran lunga la stagione più problematica: tra giugno e luglio i quantitativi rinvenuti hanno superato di oltre due volte il valore medio registrato nei mesi precedenti. È la tangenziale ovest A50 a detenere il record di infrazioni rilevate, l’autostrada A7 invece ha registrato il peso di rifiuti speciali totale più consistente, con oltre 1,3 tonnellate di spazzatura recuperata.

 

Quali sono i rifiuti speciali più abbandonati

Tra i casi più rilevanti figura quello registrato nel dicembre 2025 nell'area di parcheggio di Battuda, lungo l'A7, dove sono stati abbandonati 730 chilogrammi di residui di macellazione. Ciò ha richiesto interventi specifici per la corretta classificazione e rimozione del materiale.

 

Le apparecchiature elettriche ed elettroniche a fine vita (RAEE) rappresentano la categoria merceologica più abbandonata, con 390 kg totali raccolti. Il peso dell’amianto (potenzialmente molto tossico) ha toccato i 600 kg, mentre calcinacci e altri scarti edili 300 kg. Nelle piazzole di emergenza vengono abbandonati anche molti mobili, guaine isolanti, estintori scarichi, sanitari dismessi, taniche, batterie esauste, pannelli in cartongesso, bombole e fusti contenenti olio.

 

Per Milano Serravalle-Milano Tangenziali contrastare il fenomeno non è solamente una questione di decoro della rete autostradale. “L'autostrada è un'infrastruttura strategica al servizio della mobilità e non può trasformarsi in una discarica a cielo aperto”, ha dichiarato Nicola Dinnella, direttore tecnico della società. “Contrastare questi comportamenti significa tutelare l'ambiente, garantire la sicurezza della circolazione e preservare il decoro della rete. Le nuove tecnologie ci consentiranno di rendere più efficace l'attività di controllo, ma il primo strumento resta il senso civico di ciascuno.”

 

Rimozioni complesse e lunghe bonifiche

Ogni qual volta che l'impresa individua rifiuti speciali si attiva un iter di bonifica che può richiedere diversi giorni ma che garantisce la circolazione dei veicoli. Prima di procedere alla rimozione, infatti, è necessario identificare la categoria del rifiuto. In presenza di materiali non immediatamente riconoscibili possono essere necessarie analisi di laboratorio, mentre per sostanze come l'amianto servono autorizzazioni specifiche che, secondo quanto riferito dalla società, possono allungare i tempi fino a circa trenta giorni.

Il quadro normativo è diventato più stringente dall'ottobre 2025, con l'entrata in vigore della Legge n. 147/2025, che ha rafforzato il divieto di abbandonare rifiuti sulle strade e nelle relative pertinenze, introducendo sanzioni più pesanti e ampliando gli strumenti a disposizione degli enti preposti per accertare le violazioni, anche attraverso l'impiego di tecnologie digitali.

L’ultimo report sui rifiuti speciali di Ispra pubblicato a luglio da Ispra rivela che la produzione nazionale di rifiuti speciali ha superato i 172 milioni di tonnellate, segnando un aumento del 4,6%. Costruzioni e demolizioni generano da sole 90,4 milioni di tonnellate, il 52,5% del totale nazionale. Buone notizie però per sul fronte riciclo: l’85% dei rifiuti prodotti sono stati avviati a operazioni di recupero, mentre il 74,3% è stato effettivamente riciclato.