In Emilia-Romagna è stato inaugurato il primo hub italiano in grado di riciclare integralmente batterie al litio esauste, recuperando materie prime critiche con livelli di efficienza finora inediti per il settore.
L’impianto è operativo a Soliera, in provincia di Modena, ed è stato sviluppato da Reinova insieme ai partner tecnologici A&C Ecotech e BTS & Saker. Possiede una capacità annua stimata di 12.000 tonnellate di batterie e rappresenta un tassello strategico per rafforzare l’autonomia industriale dell’Unione Europea nell’approvvigionamento delle materie prime necessarie alla transizione elettrica.
Il primo riciclo a purezza elevata
Dopo oltre 18 mesi di ricerca e sviluppo, la fase di trial, condotta su circa due tonnellate di batterie a fine vita, ha confermato le prestazioni di un impianto di triturazione e separazione di nuova generazione.
Il processo consente di ottenere una Black Mass con un grado di purezza del 99,6%, una soglia che definisce un nuovo benchmark industriale per il riutilizzo dei materiali contenuti nelle celle esauste. Si tratta di un materiale intermedio che può essere successivamente raffinato e reimmesso nei cicli industriali, riducendo il fabbisogno di materie prime vergini.
L’hub è progettato per trattare le chimiche oggi più diffuse sul mercato, NMC (Nichel-Manganese-Cobalto) e LFP (Litio-Ferro-Fosfato), che rappresentano complessivamente circa il 98% del parco batterie circolante.
Dal processo di riciclo è possibile recuperare e reimmettere nella filiera produttiva elementi strategici come litio, cobalto e nichel, ma anche rame, alluminio e metalli preziosi come oro e argento, trasformando il rifiuto in materia prima secondaria pronta per la produzione di nuove celle.
L’elevata qualità del materiale riciclato apre concrete prospettive di reimpiego diretto nell’industria delle batterie, contribuendo alla chiusura del ciclo dei materiali e riducendo la dipendenza europea dalle importazioni di materie prime critiche da Paesi extra-UE.
“Siamo orgogliosi di aver realizzato in pochi anni ciò che molti consideravano possibile solo in un orizzonte decennale”, afferma Giuseppe Corcione, CEO di Reinova. “Abbiamo progettato un impianto che non è un semplice centro di stoccaggio, ma un vero generatore di valore. Oggi possiamo ritirare batterie in tutta Europa, processarle e commercializzare Black Mass di altissima qualità, completando il ciclo della mobilità sostenibile”.
L’assenza di un quadro normativo in Italia
La replicabilità dell’infrastruttura su scala nazionale ed europea si inserisce pienamente negli obiettivi comunitari di indipendenza da fornitori terzi per metalli strategici come litio, cobalto e nichel. In prospettiva, iniziative di questo tipo potrebbero rafforzare la competitività dell’industria europea delle batterie rispetto ai player asiatici, generando al contempo nuove opportunità occupazionali ad alta specializzazione.
Il modello operativo dell’hub consente inoltre di ridurre i costi logistici legati all’esportazione dei rifiuti fuori dal continente e di accorciare le catene del valore interne, integrando la fase di screening, classificazione e messa in sicurezza delle batterie con sistemi di identificazione digitale.
Questi ultimi consentono di associare ogni lotto trattato alle informazioni richieste dal regolamento europeo, che l’Italia non ha ancora adeguato all’ordinamento nazionale. Manca dunque un quadro normativo unico per tutto il ciclo di vita delle batterie: dalla progettazione alla immissione sul mercato, fino alla raccolta, trattamento e riciclo.
Il Regolamento UE sulle batterie fissa obiettivi stringenti di raccolta: 63% entro il 2027 e 73% entro il 2030 per le batterie portatili, 51% entro il 2028 e 61% entro il 2031 per quelle dei mezzi di trasporto leggeri.
Introduce target vincolanti di recupero dei materiali, con il litio al 50% entro il 2027 e all’80% entro il 2031, e cobalto, rame, piombo e nichel al 90% entro il 2027 e al 95% entro il 2031.
Stabilisce livelli minimi di contenuto riciclato nelle nuove batterie a partire dal 2031, inclusi 16% di cobalto, 6% di litio e nichel e 85% di piombo. Infine, definisce obiettivi di efficienza di riciclaggio entro il 2025: 80% per Ni-Cd, 75% per piombo-acido e 65% per batterie al litio, con target più elevati dal 2030.