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L’ambiziosa Circular Economy Strategy dell’Irlanda

di Circularity

Data 01/03/2026
Tipo News

Da una presidente ambientalista come Catherine Connolly c’era da aspettarselo. Il 24 febbraio il dipartimento ministeriale sul clima irlandese ha pubblicato l“Ireland’s Whole-of-Government Circular Economy Strategy 2026–2028”, tra i più ambiziosi piani sull’economia circolare d’Europa, che punta velocemente a ridurre i rifiuti, e al contempo rafforzare la resilienza economica del Paese.

Tasso di circolarità: obiettivo 12%

’Irlanda fa sul serio e c’è un target in particolare a testimoniarlo: il paese dovrà aumentare il tasso di circolarità dei materiali (Circular Material Use Rate) di due punti percentuali l’anno, con l’obiettivo di raggiungere il 12% entro il 2030. L’indica di circolarità misura la quota di risorse materiali impiegate nell’economia proveniente da fonti riciclate o riutilizzate, anziché da materie prime vergini.

Nel 2024 il dipartimento sul clima commissionò un’analisi per definire una baseline dei flussi materiali del Paese, e le notizie furono tutt’altro che confortanti. L’indicatore di circolarità dell’Irlanda si attestava al 2,7%, uno dei più bassi d’Europa. Ancora oggi la percentuale si aggira intorno al 3% e questo significa che il 97% della materia consumata dagli irlandesi ha origine da fonti vergini.

Il Circular Economy Gap report irlandese evidenzia che il paese opera ancora prevalentemente secondo un modello lineare, caratterizzato da elevata impronta materiale e carbonica. Tuttavia, sottolinea anche il potenziale dell’economia circolare nel sostenere la decarbonizzazione, migliorare la competitività e rafforzare la sicurezza economica. Insomma, il Circularity Gap Report è stata la base che ha definito gli obiettivi dell’intera strategia

“Quasi la metà delle emissioni globali di gas serra deriva dal modo in cui produciamo e utilizziamo beni, alimenti e materiali”, ha dichiarato il ministro per il clima, l’energia e l’ambiente Darragh O’Brien. “Integrando la circolarità nella nostra economia, possiamo ridurre queste emissioni alla fonte, molto prima che raggiungano l’atmosfera. Non si tratta semplicemente di un progetto ambientale; è un pilastro del nostro programma di azione per il clima. Ogni tonnellata di materiale riutilizzato, ogni prodotto riparato anziché sostituito, rappresenta carbonio che non dovrà mai essere emesso”. 

Il riuso e la riduzione dei rifiuti al centro della strategia 

Uno dei pilastri della strategia è Il programma pilota nazionale di voucher di riparazione che dovrà ridurre drasticamente i costi di riparazione, aumentare il valore percepito dei dispositivi usati, incentivando così la riparazione a livello nazionale. 

Il documento colloca la circolarità al centro della competitività economica, della sostenibilità ambientale e del benessere sociale dell’Irlanda, proponendo il superamento del modello lineare “take–make–waste” a favore di un sistema in cui i materiali restano in uso il più a lungo possibile attraverso riparazione, riuso, ricondizionamento e rigenerazione.

Nel settore delle costruzioni, l’Irlanda prevede di pubblicare nel corso del 2026 una Roadmap per la circolarità del comparto, accompagnata da un accordo di partenariato tra governo e industria edilizia per accelerare l’adozione di pratiche circolari lungo tutta la filiera, dalla progettazione al fine vita degli edifici.

Per quanto riguarda la bioeconomia, inclusa l’agricoltura, Dublino si è impegnata a varare entro il 2026 una nuova Strategia nazionale per la bioeconomia e una Roadmap per la prevenzione dello spreco alimentare. L’obiettivo è promuovere un utilizzo sostenibile delle biomasse e ridurre del 50% lo spreco alimentare entro il 2030.

Nel commercio al dettaglio, il governo intende rafforzare le politiche a favore di riparazione, riuso e prevenzione dei rifiuti. Tra le misure previste figura, dal 2027, la possibilità per i consumatori di utilizzare contenitori propri (“Bring Your Own”) nei servizi di ristorazione, per ridurre gli imballaggi monouso.

Sul fronte degli imballaggi, l’Irlanda darà attuazione al regolamento europeo su imballaggi e rifiuti di imballaggio, puntando a una riduzione del 5% dei rifiuti da packaging entro il 2030 e al raggiungimento del 90% di raccolta delle bottiglie in plastica entro il 2029.

Per il settore tessile è previsto nel 2026 il lancio di una Dichiarazione politica nazionale e di una Roadmap dedicata al tessile circolari. Entro il 2030 dovrà essere attivata una raccolta differenziata completa e potenziata dei rifiuti tessili su tutto il territorio nazionale.

Infine, nel comparto dell’elettronica, l’Irlanda intende ampliare le attività di riparazione e rigenerazione, recepire la Direttiva europea sul diritto alla riparazione e sostenere la rete nazionale di centri per la riparazione e il riuso, con l’obiettivo di prolungare la vita utile dei prodotti e ridurre i rifiuti elettronici

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