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3° Notizia dal mondo circolare – Novembre 2019

di Redazione Nextville

Data 12/11/2019

Questo dato, contenuto nell’Offshore Wind Outlook 2019 pubblicato oggi dalla IEA, mostra da solo l’enorme potenziale dell’eolico offshore. Si tratta dello studio globale fino ad oggi più completo sull’argomento, realizzato grazie anche ad una nuova analisi geospaziale, appositamente commissionata per mappare i venti lungo centinaia di migliaia di chilometri di costa in tutto il mondo.

Tra il 2010 e il 2018, il mercato globale dell’eolico offshore è cresciuto di quasi il 30% all’anno; alla fine del 2018, in Europa risultavano installati quasi 20 GW di capacità, concentrati soprattutto nel Regno Unito, in Germania e Danimarca. Ma lo scorso anno è stata la Cina a emergere come nuovo leader del settore, installando nel solo 2018 ben 1,6 GW di nuova capacità offshore, più di tutti gli altri paesi messi insieme.

Sulla base delle attuali politiche energetiche, la potenza installata in Europa dovrebbe salire a circa 130 gigawatt entro il 2040. Tuttavia, secondo la IEA, con ulteriori politiche di supporto il dato europeo potrebbe arrivare fino a 180 gigawatt, facendo così diventare l’eolico offshore la principale fonte di elettricità di tutto il continente europeo. Numeri ancora più ambiziosi si potrebbero raggiungere qualora – ad esempio – l’Europa scegliesse di spingere l’acceleratore sulla produzione di idrogeno “verde” da eolico offhore.

A livello globale, da qui al 2040 la capacità installata aumenterà di almeno 15 volte, grazie alla riduzione dei costi, alle politiche governative di supporto e ai progressi tecnologici, che porteranno alla realizzazione di turbine più grandi e alla diffusione delle basi galleggianti. Per la crescita a medio e lungo termine del settore sarà determinante il ruolo della Cina, la cui capacità offshore è destinata ad aumentare dai 4 gigawatt odierni a 110 gigawatt entro il 2040. Già attorno al 2025, il gigante asiatico avrà probabilmente la più grande dotazione eolica offshore, rubando così il podio al Regno Unito.

Il caso della Cina è particolarmente interessante, poichè i parchi eolici offshore hanno il vantaggio fondamentale di poter essere costruiti vicino ai principali centri abitati, concentrati lungo la costa orientale e meridionale del paese. Un discorso simile vale per gli Stati Uniti, che dispongono di buone risorse eoliche offshore nel nord-est, nelle vicinanze di aree densamente popolate. Per sfruttar invece i venti la largo della costa occidentale sarà indispensabile puntare su un miglioramento dell’affidabilità dei sistemi eolici galleggianti.


Documenti di riferimento:

Offshore wind to become a $1 trillion industry sul sito della IEA


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