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“Chi inquina paga”, politiche eterogenee in Europa

di Irene Manca, ReteAmbiente

Data 15/07/2021
Tipo Aggiornamento normativo

Questa la conclusione della relazione speciale 5 luglio 2021, n.12 della Corte dei Conti europea sul principio “chi inquina paga“, principio fondante della politica ambientale dell’Ue, secondo cui chi inquina deve farsi carico dei costi dell’inquinamento causato. Tale applicazione eterogenea, sottolinea la Corte, determina un aggravio per il bilancio dell’Unione laddove utilizzato per finanziare azioni di bonifica che dovrebbero invece essere a carico del soggetto inquinante.

Di seguito le raccomandazioni rivolte dalla Corte alla Commissione europea: apportare modifiche alla normativa ambientale e analizzare i costi e benefici derivanti da una migliore applicazione del principio “chi inquina paga”; rafforzare l’applicazione della direttiva 2004/35/Ce sulla responsabilità ambientale, da un lato migliorando i criteri per definire il danno ambientale e, dall’altro, prevedendo l’utilizzo da parte delle imprese di idonee garanzie finanziarie; evitare, attraverso più efficienti forme di controllo, di utilizzare i fondi Ue per finanziare progetti che dovrebbero invece essere finanziati dai soggetti inquinanti.

Documenti di riferimento
Direttiva Parlamento europeo e Consiglio Ue 2004/35/Ce
Responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale

Trattati Unione europea – Versioni consolidate (2012)
Versione consolidata del trattato sull’Unione europea e del trattato sul funzionamento dell’Unione europea

Dlgs 3 aprile 2006, n. 152
Norme in materia ambientale – Stralcio – Parte IV – Gestione dei rifiuti, imballaggi e bonifica dei siti inquinati

Relazione speciale Corte dei Conti europea 5 luglio 2021, n. 12
Il principio “chi inquina paga” non è uniformemente applicato nelle diverse politiche e misure dell’Ue

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