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Dove vanno portati i Raee e come si riciclano

di Circularity

Data 01/02/2023
Tipo News
Raee: photo by tengyart (Unsplash)

I Raee sono rifiuti da apparecchi elettrici ed elettronici che devono seguire una raccolta separata. Sono una risorsa preziosa perché contengono materie prime limitate, sempre più costose e richieste a livello globale. Allo stesso tempo, però, se lasciati in stato di abbandono, i Raee rischiano di sprigionare sostanze tossiche e inquinanti capaci di tradursi in un costo ambientale davvero impattante.

Con un tasso di crescita annuo del 2%, quello dei Raee (acronimo di  rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) è tra i flussi di rifiuti in più rapida crescita e, secondo le stime, raggiungeranno i 120 milioni di tonnellate nel 2050. Questo flusso di rifiuti comprende una complessa miscela di materiali, tra cui contenuti pericolosi – che richiedono una gestione specifica per evitare gravi danni all’ambiente e alla salute – e materie prime critiche di alto valore.

Apparecchi elettronici come tablet, computer, fotocamere, ebook reader e telefoni, una volta rotti oppure diventati obsoleti costituiscono una preziosa da sfruttare come insegna l’urban mining, un approccio che considera le città o le altre aree densamente popolate come miniere in cui si trovano gigantesche riserve di materie prime, che possono, almeno in parte, venire recuperate. Un approccio però ancora poco attuato visti i tassi di raccolta in Europa inferiori al 40%. A preoccupare è il fatto che nell’Unione europea i rifiuti prodotti da apparecchiature elettriche ed elettroniche rappresentano la categoria in più rapido aumento, con un tasso annuo di crescita stimato tra il 2,5 e il 2,7%.

Dove si portano i Raee

Tutti i rifiuti che contengono componenti elettriche ed elettroniche non possono essere smaltiti come comuni rifiuti urbani indifferenziati ma devono essere trattati in specifici centri di riciclo. Ognuno dei dispositivi è composto da sostanze chimiche non biodegradabili, capaci di nuocere all’ambiente, come mercurio, cadmio, piombo, e CFC e altri.  A livello legislativo, sono state individuate cinque classi di Raee: R1 (apparecchiature refrigeranti); R2 (le lavatrici e le cucine ); R3 (TV e monitor); R4 (apparecchiature illuminanti e altro); R5 (neon, lampade a vapori di mercurio, ioduro, sodio).

I cittadini possono conferire i propri Raee in diversi modi. Si possono consegnare al rivenditore al momento dell’acquisto di un elettrodomestico nuovo oppure tramite i centri raccolta comunali o i centri di riciclo. Per rifiuti più ingombranti e voluminosi si può richiedere invece il ritiro a domicilio.

I produttori dei dispositivi, al momento della vendita, inseriscono nel prezzo finale dell’elettrodomestico o dell’apparecchio elettronico anche il costo della gestione del fine vita (EPR) che avviene tramite i cosiddetti Sistemi Collettivi, consorzi che si occupano di gestire il ritiro, il trasporto, il trattamento e il recupero dei RAEE.

Un buon esempio di raccolta lo ha offerto Amsa (Azienda Milanese Servizi Ambientali) che ha dato la possibilità ai cittadini di conferire correttamente i Raee in diversi modi: presso una delle cinque riciclerie milanesi, chiamando un numero verde per il ritiro gratuito a domicilio, sviluppando Centri Ambientali Mobili che possono spostarsi in città nei giorni del mercato oppure installando isole ecologiche nei punti più frequentati della città.

Il riciclo in Italia

I dati relativi al 2021 sulla raccolta di Raee in Italia non sono incoraggianti, nonostante una crescita registrata del 5,3 % in confronto all’anno precedente (circa 19mila tonnellate in più). In tutto sono state raccolte 385mila tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche e la raccolta media pro-capite per abitate pari a 6,46 kg, del 5,5% superiore al 2020.

Secondo un’indagine realizzata da Ipsos, in media in ogni casa italiana ci sono 9 apparecchi elettronici ormai in disuso o rotti. Su un campione di 1400 cittadini italiani, l’81% degli intervistati ha dichiarato di possedere una apparecchiatura elettronica ancora funzionante, ma inutilizzata. Inoltre se il 39% pensa di poter riparare gli apparecchi, il 23% dichiara di non conoscere la corretta procedura di smaltimento e il 15% ha difficoltà nel raggiungere un centro di raccolta.

Come si riciclano i Raee

Tecnologie, innovazione e impianti sono essenziali per il riciclo e il riutilizzo di queste preziose materie prime. In effetti, grazie a macchinari ad alta tecnologia è oggi necessaria poco più di mezz’ora per scomporre un frigorifero, che viene velocemente privato del compressore (avviato ad un ulteriore processo), per separare e rendere innocui elementi pericolosi come il poliuretano, e ridurre l’elettrodomestico attraverso un potente sistema di macine in piccoli pezzi di alluminio, ferro, plastica e rame.

Per farsi un’idea più concreta di ciò che si può ottenere dal riciclo: da mille tonnellate di rifiuti elettronici domestici si possono ricavare circa 900 tonnellate di materie prime seconde. Da queste oltre 500 tonnellate di ferro, più di 130 tonnellate di plastiche, circa 100 tonnellate di vetro, 80 tonnellate di cemento, 25 tonnellate di rame, 20 tonnellate di alluminio, 10 di legno e 15 di altri materiali. E non c’è solo un risparmio di materia, ma anche di energia. Ogni mille tonnellate di rifiuti riciclati vengono risparmiati infatti oltre 1,5 milioni di kWh, il che evita di immettere nell’atmosfera quasi 7.000 tonnellate di CO2.

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