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Il supporto della BEI alla transizione circolare

di Circularity

Data 11/06/2020
Tipo News

Nel maggio del 2020 la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ha pubblicato una “guida alla transizione circolare” The EIB Circular Economy Guide – Supporting the circular transition, con l’obiettivo di fornire indicazioni per orientarsi tra i progetti green in cui investire.

La Guida mira a promuovere una comprensione comune dell’economia circolare, a sensibilizzare sul tema e a promuovere soluzioni circolari. In particolare, fornisce informazioni sulle attività di prestito e di consulenza della BEI ed è un documento che verrà periodicamente aggiornato in risposta all’evoluzione del mercato e dei bisogni, delle opportunità e dei rischi dell’economia circolare.

L’Unione europea produce circa 2,5 miliardi di tonnellate di rifiuti all’anno, il 38% dei quali viene riciclato, mentre il resto viene smaltito in discarica o bruciato.
Non sono tutti i rifiuti industriali: ogni persona in Europa produce, in media, mezza tonnellata di rifiuti all’anno. Questo spreco ha un aspetto negativo effetti sulla nostra salute e sull’ambiente, ma risulta anche costoso da gestire. L’economia circolare elimina il concetto di rifiuto dalla nostra società, disaccoppiando progressivamente le attività economiche dal consumo di risorse limitate. In un’economia circolare, prodotti e i processi industriali vengono riprogettati e ridefiniti in modo tale che le risorse vengano riutilizzate in un flusso perpetuo. I rifiuti vengono eliminati, o almeno ridotti al minimo e ogni inevitabile i residui vengono riciclati o recuperati.

A questo proposito, la BEI ha scelto di investire nei progetti di economia circolare che riducano lo sfruttamento delle risorse naturali per via dei loro benefici ambientali e climatici, ma anche per promuovere processi di produzione e modelli di business in virtù del loro contributo all’innovazione.

Stando al Circular Economy Overview del 2020, il sostegno della BEI all’economia circolare ha coperto finora una vasta gamma di settori, principalmente industria e servizi (33%), gestione delle risorse idriche (21%), agricoltura e bioeconomia (20%), gestione dei rifiuti (18%), mobilità (4%), sviluppo urbano ed energia (3%).

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EIB Circular Economy lending by sector – Circular Economy Overview 2020

Per contribuire allo sviluppo e alla crescita di progetti volti alla valorizzazione delle risorse, dal 2014 al 2018 la BEI ha erogato finanziamenti pari a 2,3 miliardi di euro a sostegno di progetti di economia circolare nei vari settori, principalmente relativi a:

  • Circular design and production: sistemi di progettazione e produzione smart per ridurre i rifiuti e aumentare i tassi di recupero e riciclo dei materiali di scarto;
  • Circular use and life extension: modelli di business pensati per accrescere il valore e prolungare il ciclo di vita dei prodotti;
  • Circular support: attuazione e facilitazione delle strategie circolari in tutte le fasi del ciclo di vita di un materiale e di un prodotto.
  • Circular value recovery: modelli che mirano a massimizzare il recupero e il riciclaggio di un prodotto a fine vita, riducendo gli sprechi e conservano le risorse.

Inoltre, la BEI sostiene la transizione verso un’economia circolare con tre gruppi di attività che si rafforzano a vicenda: finanza, consulenza e sensibilizzazione.
La sensibilizzazione e i partenariati sono fondamentali per consentire la transizione verso un’economia circolare, motivo per cui la BEI ha lanciato la Joint Initiative on Circular Economy insieme alle maggiori banche e istituzioni nazionali di promozione dell’Unione Europea, con l’obiettivo di investire almeno 10 miliardi di euro nell’economia circolare entro il 2023.

Alla luce del nuovo Piano d’azione Ue per l’economia circolare, intende aumentare i finanziamenti di progetti innovativi per identificare potenziali usi di sottoprodotti e rifiuti. Con un approccio che riduce i costi, il consumo di risorse e l’impatto ambientale, la banca offre inoltre servizi di consulenza per favorire relazioni tra aziende che non sono in grado di riutilizzare o riciclare i propri prodotti, scarti di produzione o sottoprodotti e altre società.


FONTI:
European Investment Bank


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