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Blocco del riciclo causato dalla pandemia

Data 03/04/2020
Tipo News

Il Ministero dell’Ambiente ha emanato una Circolare relativa alle “Criticità nella gestione dei rifiuti per effetto dell’Emergenza COVID 19” che concede alle Regioni alcune deroghe alla normativa primaria in tema di deposito temporaneo, discariche, centri di raccolta e attività di incenerimento.
Questo provvedimento ha una duplice finalità: da un lato la necessità di assicurare la corretta gestione dei rifiuti, dal servizio di raccolta al trattamento e smaltimento finale; dall’altro quella di adottare misure per garantire elevati livelli di sicurezza per i lavoratori del settore, oltre che della tutela della salute pubblica e dell’ambiente. 

La Circolare fa seguito alla circolare n. 8293 emanata da ISS lo scorso 13 marzo 2020, e alle “Prime considerazioni per la gestione dei rifiuti – Emergenza Covid19” rilasciata da ISPRA anche sulla base delle indicazioni fornite da Confindustria, che ha portato all’attenzione del Governo le problematiche legate al settore dei rifiuti in questo momento d’emergenza.

La Circolare prevede in particolare che gli Enti possano ampliare le capacità di stoccaggio dei rifiuti, raddoppiare i tempi previsti per le attività di deposito temporaneo, consentire il deposito dei rifiuti urbani presso i centri di raccolta comunali fino ad una durata doppia di quella prevista e raggiungere la capacità termica massima degli inceneritori valutata in sede di autorizzazione.

Il tema nasce dal blocco delle spedizioni transfrontaliere dei rifiuti che coinvolgono in gran parte i rifiuti derivanti dalla raccolta differenziata, avviati a recupero energetico o a smaltimento in discarica.
In tempi non sospetti, queste tipologie di rifiuti venivano inviate all’estero per via della carenza di impianti in Italia, ma ad oggi si sta iniziando a saturare la capienza degli impianti di recupero che abbiamo a disposizione, e che vengono utilizzati anche per trattare in sicurezza la crescente quantità di rifiuti sanitari che l’epidemia sta generando.

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La gestione del sistema durante l’epidemia si complica ulteriormente per via dell’aumento degli imballaggi prodotti e utilizzati. Si calcola che nel mese di marzo la domanda di imballaggi in Italia sia aumentata più del 30%, in seguito al forte incremento dei consumi alimentari.

A questo proposito, il CONAI, il Consorzio Nazionale Imballaggi che supporta i Comuni per la raccolta, il riciclo e il recupero dei rifiuti di imballaggio, ha dichiarato la settimana scorsa che ci potrebbe essere «il rischio di sospendere il ritiro dei rifiuti urbani». Il Consorzio ha quindi inviato una lettera al Presidente del Consiglio dei ministri, al capo della Protezione Civile, ai Ministri dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico, dell’Economia e delle Finanze e al presidente dell’Anci facendo presente che «la compromissione delle attività presidiate da Conai può mettere a repentaglio la raccolta differenziata con conseguenze gravissime sull’intero sistema di gestione dei rifiuti urbani, già congestionato».

Il CONAI ha anche evidenziato che il blocco delle attività non strategiche stia portando alla cancellazione di molti ordini di acquisto delle cosiddette “materie prime seconde”, quelle ottenute dal riciclo. Un problema che potrebbe, in tempi brevi, costringere i riciclatori a bloccare, almeno in parte, il ritiro dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata dei cittadini.

E’ significativo notare che in questo momento di crisi nazionale, il sovraccarico del sistema di gestione rifiuti per come lo conosciamo è dovuto sia all’impossibilità di esportare i rifiuti come tali, che alla difficoltà di commercializzare le materie prime seconde originate dai rifiuti recuperati. Emerge quindi come obiettivo cardine per il futuro quello di ripensare il sistema dei cicli di materia in modo serio e efficiente, investendo sull’economia circolare.


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