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Come funziona l’eolico galleggiante offshore

di Circularity

Data 10/01/2022
Tipo News

Proviamo ad immaginare cosa accadrebbe se adattando solo leggermente una tecnologia già esistente fossimo in grado di fornire 11 volte il fabbisogno mondiale di elettricità. Utopia? 

Ad oggi l’eolico galleggiante offshore è stato installato soltanto in pochi siti a causa degli elevati costi. L’energia generata è ancora 2 volte più costosa rispetto alle turbine eoliche offshore tradizionali e 3 volte più costosa rispetto a quelle su terraferma. Ma la tecnologia su cui si basa questa fonte rinnovabile sta evolvendo rapidamente e i risultati ottenuti dai primi impianti pilota stanno superando le aspettative.  

Scopriamo dunque come funziona l’eolico galleggiante offshore e perché al MITE (Ministero della Transizione Ecologica) sono stati già presentati progetti capaci di produrre ben 17GW di energia elettrica.  

esempio di struttura di un eolico galleggiante
Come funziona l‘eolico galleggiante offshore. Fonte: BSEE  

Il boom dell’energia eolica grazie all’eolico galleggiante offshore  

l’energia eolica è decollata negli ultimi due decenni, divenendo sempre più conveniente grazie alla dimensione crescente delle turbine. Suona strano ma in realtà è fisica: man mano che le turbine eoliche diventano più grandi e alte, più veloce è il vento che possono catturare, aumentando così la capacità di produrre energia. Posizionare turbine in mare dove il vento soffia più forte e in maniera più consistente potrebbe generare ancora maggiore energia e in modo più economico. Ma questo salto richiede modifiche sostanziali nella progettazione delle attuali turbine.  

Le piattaforme galleggianti potrebbero aprire nuove vaste aree dell’oceano all’energia eolica, generando miliardi in contratti energetici e soprattutto una preziosa fonte di energia rinnovabile, un fattore fondamentale nella lotta al cambiamento climatico. La corsa per sviluppare turbine eoliche galleggianti efficienti in termini di costi, che possano diventare una fonte quasi illimitata di elettricità senza emissioni e rendere possibile la transizione energetica è già partita.  

Perché e come funziona l’eolico galleggiante 

Partiamo dall’assunto che non sempre è facile trovare lo spazio disponibile per l’eolica onshore o il solare, basti pensare alle geografie di paesi come la California, il Giappone o l’Italia. Con l’eolico offshore generalmente si ha più spazio, ma il limite è che funziona solo fino a circa 60 metri di profondità e creare fondamenta in un fondale marino più profondo rende di fatto le turbine troppo costose.  

Uno dei motivi per cui l’industria eolica offshore ha avuto successo in nord Europa è perché il Mare del Nord è caratterizzato da una piattaforma continentale che si estende in acque poco profonde per centinaia di chilometri dalla costa. Purtroppo, questo non è il caso per la maggior parte del mondo. Il Mediterraneo, ad esempio, ha acque decisamente più profonde già vicino alla costa, il che significa che non si possono utilizzare turbine eoliche offshore come soluzione per le nostre esigenze di elettricità. È in questi paesi che l’eolico offshore galleggiante può fare davvero la differenza, perché fornisce un’opzione che non è ancora esistita in modo economico per sfruttare l’energia del vento.  Inoltre, molte delle persone che lavorano oggi nell’estrazione di combustibili fossili offshore potrebbero passare ad installare le pale eoliche, perché il know-how richiesto è molto simile.   

Una galleggiabilità sufficiente per mantenere la turbina eolica eretta sull’acqua può essere ottenuta con sfruttando i principi nautici di costruzione degli scafi delle barche, in cui viene messa una certa quantità di peso sott’acqua per agire da stabilizzatore. Questo è esattamente quello che molti progettisti stanno cercando di applicare alla tecnologia dell’eolico galleggiante.  

Un parco di 6 turbine galleggianti completamente operativo al largo della costa della Scozia sta infatti dimostrando il valore aggiunto di questa tecnologia grazie a fattori di capacità elevati, ovvero la quota di tempo in cui la turbina produce elettricità alla massima potenza, dimostrando come mettere turbine eoliche galleggianti in aree in cui si ha una buona condizione di vento è una strategia vincente.  

Inoltre, particolare non trascurabile, parliamo di una diminuzione dei costi per megawatt del 60% rispetto all’offshore tradizionale. Ciononostante, la battaglia sui costi sarà la più sfidante per rendere redditizia questa industria. Minore è la quantità di materiale che viene utilizzato nell’installazione delle turbine galleggianti, minore sarà il costo derivato. Un percorso che ha tracciato anche la vita dell’energia eolica, passata dall’essere un’alternativa costosa a una fonte rinnovabile che può competere con le fonti standard di energia fossile. La produzione massiva è di nuovo la strada giusta per arrivare al basso costo.  

 
Turbina eolica galleggiante al largo della Scozia. Fonte: Cobra group  

Le manifestazioni d’interesse raccolte dal MITE  

Anche in Italia il governo sta valutando di installare impianti eolici galleggianti per aumentare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili. Dopo una manifestazione d’interesse che il MITE aveva lanciato a fine giugno, sono stati presi in esame 40 progetti (sui 64 raccolti). Stiamo parlando di un potenziale di 17GW prodotti, una quantità di energia enorme che potrebbe essere ottenuta tramite l’installazione di mega pale galleggianti nel mare di Sicilia, Puglia e Sardegna.  

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