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Come riciclare gli aerei che vanno in pensione

di Circularity

Data 05/01/2024
Tipo News

Nei prossimi 15 anni il rinnovamento dei veicoli nel settore aeronautico porterà alla dismissione di 15.000 aerei. Considerando che un aereomobile in genere è composto per il 70% di alluminio, 15% acciaio, 5% rame, 5% titanio, 5% materie plastiche e fibre varie, si parla di quantità immense da smaltire:ù. Attualmente gli aerei o finiscono in parcheggi a lunga sosta oppure viene smontata la componentistica per il riuso. 

Tra il 2011 e il 2019 ci sono stati in media 600 ritiri di aeromobili all’anno mentre nei prossimi 20 anni si prevede una media superiore ai 1.000. Nonostante i problemi di capacità causati dalla messa a terra del 737 MAX e dal corrispondente rallentamento della produzione, il 2019 ha visto ancora un leggero aumento dei pensionamenti, in aumento del 12% rispetto al 2018. Questa tendenza è stata più evidente in Nord America, Europa occidentale e Cina, dove la maggior parte delle consegne di 737 MAX erano già state pianificate. 

I cimiteri di aeroplani

Secondo le stime di Fortune Business Insights, la dimensione del mercato globale dello smontaggio, dello smantellamento e del riciclo degli aeromobili commerciali ha raggiunto il valore di 8 miliardi di dollari nel 2023 e si prevede che toccherà i 15 entro il 2033.

Dalla stessa ricerca emerge che dei circa 700 velivoli che ogni anno vengono ritirati dal servizio finendo nei “cimiteri di aeroplani” dell’Arizona o del New Mexico, dove possono recuperare molte parti come i motori e il carrello di atterraggio. La carcassa dell’aereo viene però abbandonata, causando un problema di smaltimento, oltre che un grande spreco di materiale di ottima qualità. Gli aerei però sarebbero costruiti con circa 1.000 parti riciclabili, la maggior parte delle quali è costituita da leghe metalliche e materiali compositi.

Il Southern California logistic Airport, a Victorville in California, è considerato uno dei più grandi “cimiteri” di aerei americani. Qui vengono trasportati i velivoli a fine vita in attesa di essere demoliti. Nel sito si possono trovare Boeing B-747 e McDonnell Douglas MD-11, modelli ormai quasi inutilizzati dalle compagnie aeree, normalmente perché troppo grandi e costosi.

Oltre a quello di Victorville, negli Stati Uniti esistono altri siti per aerei ormai in disuso, come quelli in New Mexico e Arizona. Il comune denominatore è l’area desertica: il clima asciutto, infatti, riduce al minimo la possibilità di corrosione del metallo che dovrà essere rivenduto come rottame.

Il progetto europeo  per promuovere la filiere del riciclo

Il tema del fine vita di prodotti e componenti è una delle sfide più importanti che ha davanti a sé l’intera filiera produttiva e la ricerca sotto questo punto di vista può dare un contributo fondamentale. Proprio in questa direzione va il progetto Compass, da poco approvato dalla Commissione Europea nell’ambito del Programma Horizon Europe.

Il progetto di ricerca della Ue con una dotazione di 6 milioni di euro finanzierà lo sviluppo di strumenti e nuove tecnologie in grado di garantire una seconda vita ai componenti di aeroplani e mezzi di trasporto su gomma. L’obiettivo generale è consentire la rigenerazione di circa il 30% di parti in lamiera e pannelli compositi termoplastici.

L’unico partner italiano è la società NeroSuBianco che, in qualità di Innovation Broker, avrà il compito di coordinare l’intero processo di disseminazione dei risultati della ricerca: in pratica promuovere il trasferimento tecnologico nell’industria italiana ed Europea e l’adozione delle nuove tecnologie sperimentate nel corso del programma.

Il progetto Compass prevede lo stanziamento di finanziamenti fino al 70% in attività di R&D per lo sviluppo e implementazione della tecnologia di processo di rigenerazione nei casi d’uso studiati nel progetto. Il capofila di Compass è il cluster tecnologico austriaco Profactor.

Come si ricicla un aereo?

L’esigenza alla base del progetto, che partirà a gennaio 2024 e durerà 3 anni è, da un lato, aumentare l’efficienza dei processi di riciclaggio e rigenerazione dei particolari in lamiera e, dall’altro, trovare una soluzione per grandi quantità di materiali termoplastici e/o fibrorinforzati, componenti a fine vita. In entrambi i casi l’approccio proposto è quello di prendere una scorciatoia rifabbricando i componenti sul posto, come lamiere e pannelli compositi, invece di convertirli in materia prima secondaria, raggiunto attraverso processi di (termo) formatura che consentono di rimodellare parti e componenti per conferire loro una seconda e terza vita.

Questi processi di rigenerazione saranno supportati da una serie di strumenti digitali basati su un passaporto dei componenti digitali. Gli strumenti realizzati consentiranno processi di smantellamento efficienti per estrarre lastre o pannelli, e aiuteranno a raccogliere informazioni pertinenti sui componenti durante la loro vita. I principali casi d’uso e dimostratori del progetto provengono dal settore aerospaziale e automobilistico e comprendono attori chiave lungo la catena del valore. Utilizzando gli strumenti digitali sarà possibile ottimizzare e tracciare le informazioni sui difetti, le rilavorazioni o le riparazioni effettuate durante la vita dei componenti.

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