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Nell’esauribile oceano della transizione ecologica va trovato il coraggio di dire l’indicibile

di Paola Ficco, Avvocato - Giurista ambientale e Direttore della Rivista Rifiuti

Data 13/12/2021
Tipo Editoriale
editoriale di Paola Ficco su Rigiuti

Con questo numero la Rivista “Rifiuti” raggiunge il suo 300simo appuntamento mensile con i suoi Lettori. Oltre un quarto di secolo passato insieme al mondo della gestione dei rifiuti, fatto di imprese, consulenti, Enti pubblici, operatori del diritto, autorità di controllo, Università e decisori politici.

Un viaggio incredibile che ha reso le cose più comprensibili e quindi meno difficili. Come tutti i media, anche la Rivista “Rifiuti” ha creato una forma tutta nuova di relazione sociale, dove l’interazione fra noi tutti non è nel “faccia a faccia” quotidiano ma nell’unico grande evento comune che è il singolo numero della Rivista pensato, creato, editato, aspettato, letto, copiato, conservato, catalogato, riletto. Una specie di rito mensile dove ci si accorge delle cose e si moltiplica la possibilità che siano capite per non dissipare le risorse intellettuali e l’intelligenza collettiva del sistema.

Un’intelligenza che rischia di affievolirsi nella fluidità del reale e nello scorrere incessante del fare, scanditi dalla luce azzurrina dei cellulari e dal rustico abbaiare dei talk show.

Ora è tempo di Pnrr, cioè di quella grande, grandissima occasione per ripartire che vale sette volte il Piano Marshall. Tutto bene, allora. Non esattamente, perché il denaro europeo potrà ben poco a fronte della scarsità di umano che residua da decenni di decadenza e impoverimento del Paese. Manca la classe dirigente e una “scuola del potere” che seriamente possa formarla. È l’assenza di questa scuola che Antonio Galdo mette a fuoco nel suo “Gli sbandati. La nuova classe dirigente e le scuole del potere” (Il Sole 24 Ore).

Il benessere diffuso nel quale oggi ancora (per poco) viviamo, nasce dalla elevata formazione di chi ci ha traghettato fin qui dal dopo guerra. Ma una generazione di ricambio non c’è. “Uomini giusti nei posti giusti” era il motto di Bismarck (ma lui era il Cancelliere di ferro ed era tedesco).

Come possiamo allora spendere in modo costruttivo quella montagna di denaro? L’Italia ha già dato prova di un alto tasso di “distrazione intellettuale” quando ha stanziato 120 milioni di euro per il bonus su biciclette, anche a pedalata assistita, monopattini, segway, monowheel, hoverboard, piattamente convinta che la mobilità sostenibile passasse di lì. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: città con traffico impazzito, incidenti mortali e diseducazione all’ennesima potenza dei sedicenti tutori di questo nuovo che avanza (tutto prodotto in Cina, a parte le bici).

Per evitare scivoloni come questo, occorre considerare quel particolare elemento dell’oggi che è la fluidità. Questa, trasformando tutto in precario e provvisorio, restituisce il caleidoscopio della mutevolezza contemporanea, nemica di qualunque coerenza. Ed è questa fluidità che occorre gestire con la capacità di vedere nel lungo periodo smettendo di annaspare nella contingenza del presente.

Ancora A. Galdo ne “Gli sbandati” vede la soluzione in una formula magica fatta di tre parole: passione, responsabilità, generosità. La prima, per l’onore di servire lo Stato; la seconda, per la borghesia che deve tornare a svolgere un ruolo e smetta di essere spettatore passivo della vita pubblica; la terza, per valorizzare quanto viene svolto rivestendo un ruolo pubblico. La riflessione si impone perché l’oceano inesauribile della transizione ecologica, in definitiva, include tutto; quindi, occorre creare e ricreare i significati delle cose e i margini di quanto di indicibile non si ha ancora il coraggio di dire. Ma per farlo, è necessario riconoscere le cose per creare un raccordo risolutivo e fulmineo tra la realtà e la serie di immagini scansionate dall’ippocampo dell’intelligenza di sistema. Un orizzonte sorprendente per reimpostare la nostra storia e i nostri luoghi, commettendo l’imprudenza di innamorarsi ancora una volta perché sarà impossibile rimanerne distanti.

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