News

Report di sostenibilità: ecco gli standard di rendicontazione

di Circularity

Data 05/03/2024
Tipo News
economia circolare

Gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) sono un insieme di standard di rendicontazione creati per assistere le imprese nella comunicazione e nella gestione più efficiente delle loro prestazioni di sostenibilità. Ne potranno usufruire tutte le aziende europee soggette alla Corporate Sustainability Reporting Directive,  una direttiva europea che a partire dal 2024 obbliga le grandi aziende europee (e alcune piccole medie imprese dal 2026) a rendere pubblici i dati su come il loro modello di business e produzione impatta sull’ambiente e sulle persone.

Elaborati dall’EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group) su impulso della Commissione europea, gli ESRS sono stati ufficialmente adottati il 22 dicembre 2023 attraverso un Regolamento Delegato. Prevedono due standard trasversali – dedicati a prescrizioni e informazioni generali ‒ e dieci standard tematici, rispettivamente suddivisi in 5 ambientali (E), 4 sociali (S) e 1 di governance (G). In particolare, quelli ambientali riguardano cambiamenti climatici (ESRS E1), inquinamento (ESRS E2), acque e risorse marine (ESRS E3), biodiversità ed ecosistemi (ESRS E4) e uso delle risorse ed economia circolare (ESRS E5).

Gli obiettivi dello standard sulla circolarità

Lo scopo degli standard ESRS è accompagnare le imprese verso un approccio più responsabile e sostenibile riguardo l’utilizzo delle risorse e l‘adozione di principi di economia circolare. Tuttavia, sebbene il Regolamento Delegato sia vincolante in tutti i suoi aspetti e direttamente applicabile negli Stati membri, l’adozione dello standard ESRS E5 è obbligatoria solo nel caso in cui l’organizzazione consideri la circolarità un fattore significativo per la propria attività.

L’ESRS E5, lo standard della circolarità, prevede che le aziende forniscano un’analisi dettagliata sugli impatti, i rischi e le opportunità, insieme ai criteri adottati per la gestione, le iniziative intraprese, gli obiettivi di sostenibilità e informazioni specifiche sui flussi di materiali in entrata e in uscita, inclusa la gestione dei rifiuti. 

L’obiettivo è stimolare un modello economico incentrato sulla massimizzazione del valore delle risorse nel tempo, promuovendo pratiche di rinnovabilità, riutilizzo, rigenerazione e riciclo, e sottolineando gli impatti finanziari collegati. Questi strumenti permetteranno di applicare più efficacemente il principio di doppia materialità introdotto dalla Corporate Sustainability Reporting Directive. Mentre la singola materialità richiede che le aziende rendicontino come i fattori ESG influenzano operazioni e performance finanziarie (direzione outside-in), la doppia materialità richiede infatti anche una valutazione di impatto su ambiente e società (direzione inside-out).

Corporate Sustainability Reporting Directive: di cosa si tratta?

Gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) sono un strumento essenziale per l’applicazione della Corporate Sustainability Reporting Directive. La direttiva sulla rendicontazione societaria di sostenibilità coinvolgerà gradualmente circa 50.000 aziende, con un significativo allargamento del raggio d’azione rispetto alle 11.770 imprese che fino ad oggi facevano reportistica. 

I nuovi obblighi di trasparenza sulla sostenibilità introdotti si applicheranno con diverse tempistiche: dal 2024 toccherà alle aziende multinazionali con più di 500 dipendenti; dal 2025 gli obblighi si estenderanno alle imprese con oltre 250 dipendenti e/o un fatturato di 40 milioni di euro. Nel gennaio 2026 si partirà invece con le Pmi, tranne quelle che sceglieranno di posticipare l’adesione al 2028, e le altre imprese quotate.

Per le società attive in Europa ma con sede legale extracomunitaria, l’obbligo di fornire una relazione sulla sostenibilità si applica per quelle che generano un fatturato netto di 150 milioni di euro all’interno dei confini europei e che hanno almeno una filiale o succursale in Europa che supera determinate soglie.

Dal momento che la conformità e le sanzioni sono lasciate agli Stati membri, le aziende saranno tenute a sottoporsi a controlli e verifiche indipendenti al fine di garantire l’affidabilità e la veridicità delle dichiarazioni sulla sostenibilità. Inoltre, gli investitori avranno l’accesso digitale alle informazioni sulla sostenibilità aziendale.

Ti potrebbero interessare
Biodegradabilità e compostabilità: le differenze spiegate bene

Non tutti i consumatori conoscono la differenza tra la biodegradabilità e la compostabilità di un prodotto. Facciamo chiarezza sulle definizioni,…

Leggi adesso arrow_right
Non c'è consumo sostenibile senza diritto alla riparazione

Il diritto alla riparazione è finalmente legge. Il Consiglio europeo, giovedì 30 maggio, ha adottato la direttiva che promuove la…

Leggi adesso arrow_right
L'Austria vince il campionato del riciclo dei rifiuti urbani

Chi sono i Paesi più virtuosi al mondo del riciclo dei rifiuti urbani? l’Austria è la nazione con il tasso…

Leggi adesso arrow_right