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Triplicati gli investimenti responsabili negli ultimi 3 anni

di Circularity

Data 14/01/2021
Tipo News

L’acronimo ESG sta per Environmental, Social, Governance si utilizza in ambito economico finanziario per indicare le attività legate agli investimenti responsabili (IR) che appunto mettono al centro criteri di natura ambientale, sociale e di governance. Integrare i parametri ESG nelle strategie permette agli investitori di individuare le società con le migliori prospettive di creazione di valore nel lungo periodo, evitando gli asset i cui valori non riflettono i costi ambientali legati al cambiamento climatico. Inoltre, è dimostrabile dal loro andamento che gli investimenti che tendono a dare un peso maggiore ai titoli con rating ESG elevato o in miglioramento, hanno maggiori performance rispetto a quelli tradizionali.

I gestori patrimoniali e le società per azioni hanno infatti iniziato il 2020 assumendo impegni significativi nei confronti dello sviluppo sostenibile. BlackRock in primis, il più grande asset manager del mondo, a gennaio scorso annunciava che la sostenibilità sarebbe stato il “nuovo standard” per gli investimenti, esortando gli amministratori delegati aziendali a riconoscere che “il cambiamento climatico dovesse diventare un fattore determinante” per definire le strategie a lungo termine delle loro aziende.

A questo sono seguiti altri annunci: Goldman Sachs ha parlato di 750 miliardi di dollari in investimenti sostenibili nei prossimi 10 anni; Microsoft ha annunciato che sarebbe diventato carbon-negative al 100% entro il 2030 e che lancerà un fondo per l’innovazione climatica da 1 miliardo di dollari; Starbucks si è impegnato a diventare impatto-zero in termini di emissioni di carbonio, eliminando rifiuti e consumo di acqua.

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Gli investimenti sostenibili hanno acquisito una notevole trazione e attenzione negli ultimi cinque anni. A questo proposito, il team di ricerca ESG di Morningstar, l’industria europea dei fondi comuni aperti e degli Exchange Traded Fund sostenibili, ha pubblicato come ogni anno il European sustainable fund flows in cui esamina la crescita, le performance e la natura mutevole di questo gruppo di fondi emergenti. I flussi sono aumentati dal 2013 nei quattro anni successivi alla crisi finanziaria, e dal 2009 al 2012 sono stati in media di soli $136 milioni. Mentre dal 2013 al 2018, flussi netti annuali medi sono saliti a $4,3 miliardi, fino ad arrivare a $21,4 miliardi nel 2019.

Per quanto riguarda i nuovi fondi il 2020 è già da record, avendo già a fine settembre superato i lanci del 2019 (333 contro 265). Un risultato raggiunto anche grazie agli importanti cambiamenti normativi che sono stati decisi a livello europeo in questi ultimi mesi, a partire dagli obiettivi dell’Accordo di Parigi del 2015, il Green New Deal e il regolamento sulla tassonomia della finanza sostenibile.

L’aspettativa di Morningstar è che gli intermediari abbraccino sempre più pienamente gli investimenti sostenibili e che prestino attenzione a una valutazione più approfondita degli strumenti che i fondi utilizzano sia per applicare i fattori ESG sia per ottenere un impatto sociale e ambientale che vada oltre il cosiddetto green washing e il ritorno finanziario.

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