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3 donne che hanno cambiato l’economia circolare

di Circularity

Data 01/03/2023
Tipo News
Nella foto, Ellen MacArthur. Credits: Ellen MacArtthur Foundation

La transizione verso un’economia circolare è indispensabile per raggiungere una gestione sostenibile delle risorse e ridurre le emissioni di carbonio attraverso cambiamenti fondamentali nel modo in cui produciamo e consumiamo. Tuttavia, fino ad ora si è parlato di economia circolare in termini di flussi di materia, beni e servizi, ma questo cambio di paradigma dovrebbe anche riguardare il modo in cui quei beni e servizi possono soddisfare i bisogni delle persone e contribuire alla costruzione di una società più equa. Ecco perché diventa fondamentale non dimenticare le implicazioni sociali di questa transizione, in particolare il ruolo delle donne, che deve essere centrale nel mondo del lavoro e nei luoghi di decisione politica.

Per raccontare le donne nell’economia circolare non possiamo non cominciare dalla storia di colei che ha reso pop il concetto, dandogli nuova linfa, e accendendo le speranze di chi credeva fosse impossibile adottare un paradigma economico sostenibile senza intaccare la produttività e la crescita economica: Ellen MacArthur.

Ellen MacArthur

Nel 2005 Ellen MacArthur è diventata la velista solista più veloce a fare il giro del mondo. Dopo aver battuto per 4 anni consecutivi il record mondiale di circumnavigazione, ha deciso di lasciare il mare per dedicarsi a una nuova avventura. Durante i 71 giorni trascorsi da sola in mare ha potuto riflettere a lungo sulla fragilità dei sistemi che l’essere umano abita. La sua barca era il suo mondo e la sua sopravvivenza dipendeva interamente dal cibo, dal carburante e dalle altre provviste limitate che aveva portato con sé. Si rese conto, così, che la nostra economia globale non è poi tanto diversa: si basa interamente sulle risorse che estraiamo, utilizziamo e poi smaltiamo. “Il nostro pianeta è luogo di cicli interconnessi e di risorse finite, dove le decisioni che prendiamo oggi influenzano ciò che resta per domani”, aveva detto poco dopo il viaggio. Dopo aver capito che il sistema lineare in cui viviamo è fondamentalmente imperfetto e dopo aver parlato con numerosi leader aziendali, ingegneri ed economisti, decise di fondare nel 2010 la Ellen MacArthur Foundation, un think tank che promuove e accelera con successo la transizione verso un’economia circolare.

 Il concetto di economia circolare non fu certo una scoperta della MacArthur. Fu Walter R. Stahel nel 1976 il primo a teorizzare un modello economico sostenibile basato sull’idea che per limitare lo spreco di risorse era necessario estendere il ciclo vita di edifici e altri beni. Ciò che di davvero innovativo ha portato Ellen MacArthur è l’efficacia della sua comunicazione. È stata la prima a raccontare davvero l’economia circolare, a ripulirla dalla polvere dei saggi accademici e renderla comprensibile all’opinione pubblica. Insomma a far diventare popolare un’idea, un modo di produrre e di consumare. Grazie anche al suo carisma ed efficace eloquio, non ha mai dimenticato il ruolo sociale e culturale di questa rivoluzione. Un cambio di paradigma che coinvolge tutte e tutti, senza lasciare indietro nessuno.

Kate Raworth e la teoria della ciambella

“Per trasformare la nostra economia dobbiamo ridefinire la sua narrativa e i suoi simboli. Per questo propongo un nuovo modello basato sulla forma della ciambella.” Queste parole appartengono a Kate Raworth e si possono leggere in uno dei più importanti saggi di questo secolo: L’economia della ciambella. Sette mosse per pensare come un economista del XXI secolo. Per oltre vent’anni Kate Raworth, economista del Cambridge Institute for Sustainability Leadership, si è occupata di definire un metodo per decostruire l’economia neoclassica, lavorando con l’Ong Oxfam, compiendo ricerche sulla diseguaglianza, e collaborando alla stesura dello Human Development Report per l’Undp. La metafora della ciambella è diventata presto icona di un nuovo paradigma economico.

La forma della ciambella le venne in mente mentre studiava una rappresentazione grafica del benessere umano e della situazione del XXI secolo: il disegno somigliava a una ciambella. Nel buco della ciambella sono rappresentate le carenze nelle fondamenta sociali: cibo, sanità, acqua, istruzione e alloggi. Chi non sta nel buco della ciambella riesce a vivere una vita dignitosa, con diritti garantiti e opportunità da cogliere. “Allo stesso tempo non possiamo oltrepassare il limite esterno della ciambella, poiché significherebbe che esercitiamo una pressione così forte sul pianeta al punto da superarne i limiti. Provocando così i cambiamenti climatici, l’acidificazione degli oceani, e minacciando lo stesso sistema vivente che ci sostenta.  – aveva spiegato in un’intervista  a Materia Rinnovabile  – Quindi, l’obiettivo del XXI secolo è di portare tutti all’interno della ciambella”.  Secondo la teoria di Raworth dovremmo imparare a vivere entro i limiti del pianeta e per raggiungere questo obiettivo ci serve un modello economico adeguato, come quello circolare.

Ladeja Košir

In Europa è stata ribattezzata “motore della transizione circolare”. Si chiama Ladeja Košir ed è fondatrice e direttrice esecutiva di Circular Change, e presidente del gruppo di coordinamento della European Circular Economy Stakeholder Platform (ECESP). Košir, slovena di nascita, è diventata un’esperta di fama internazionale dopo essere stata finalista al Circular Leadership Award 2018 del World Economic Forum di Davos. Nel 2020 è stata nominata da Mariya Gabriel, Commissario europeo per l’Innovazione, la Ricerca, la Cultura, l’Istruzione e la Gioventù nel 2020, nella campagna #EUwomen4future che premia le donne protagoniste in progetti di ricerca, innovazione, istruzione, cultura e sport.

Coautrice della prima roadmap europea verso l’economia circolare e ideatrice dell’annuale Circular Change Conference organizzata dall’ECESP, Košir ha aiutato diversi Paesi tra cui Serbia, Montenegro, Norvegia, Israele, Cile a pianificare strategie d’azione per accelerare la transizione circolare.

Come Ellen MacArthur, Ladeja Košir adottando un approccio sistemico transdisciplinare e una visione olistica, è promotrice di una nuova narrazione dell’economia circolare. È una straordinaria oratrice, e questo le permette di appassionare professionisti e opinione pubblica a temi complessi, creando ponti e sinergie tra stakeholder di diversa natura. Uno dei progetti europei a cui ha contribuito si chiama Effective, una collaborazione tra numerose aziende che si sono unite per sviluppare fibre e plastiche bio per prodotti di largo consumo, utilizzando materie prime rinnovabili e tecnologie innovative.

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