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SDG12: garantire modelli di produzione e di consumo sostenibili

Data 13/12/2021

L’utilizzo di risorse nettamente superiore rispetto a quelle che gli ecosistemi sono in grado di rigenerare combinato alla crescente popolazione mondiale stanno avendo effetti devastanti sul nostro pianeta – alimentando il cambiamento climatico, aumentando l’inquinamento e distruggendo gli ambienti naturali.

Un terzo del cibo prodotto a livello mondiale per il consumo umano viene sprecato o perso (1.3 miliardi di tonnellate), ogni minuto vengono acquistate 1 milione di bottiglie di plastica e ogni anno vengono gettati 5 triliardi di sacchetti di plastica monouso. Dal 2000 al 2017 l’impronta globale dei materiali è aumentata del 70%.

Sono dunque necessari cambiamenti radicali nelle modalità di produzione e consumo per garantire uno sviluppo economico e sociale che rispetti i tempi di rigenerazione degli ecosistemi.

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Target

12.1: Attuare il quadro a 10 anni dei programmi sui modelli di consumo e produzione sostenibili. Tutti i paesi coinvolti, tenendo conto dello sviluppo e le capacità dei paesi in via di sviluppo.

12.2: Entro il 2030, ottenere la gestione sostenibile e l’uso efficiente delle risorse naturali.

12.3: Entro il 2030, dimezzare l’ammontare pro-capite globale dei rifiuti alimentari e ridurre le perdite di cibo lungo le catene di produzione e fornitura, comprese le perdite post-raccolto.

12.4: Entro il 2020, raggiungere la gestione ecocompatibile di sostanze chimiche e di tutti i rifiuti in tutto il loro ciclo di vita – in accordo con i quadri internazionali concordati – riducendo significativamente il loro rilascio in aria, acqua e suolo, al fine di minimizzare i loro impatti negativi sulla salute umana e sull’ambiente.

12.5: Entro il 2030, ridurre in modo sostanziale la produzione di rifiuti attraverso la prevenzione, la riduzione, il riciclaggio e il riutilizzo.

12.6: Incoraggiare le imprese, in particolare le grandi aziende e multinazionali, ad adottare politiche sostenibili e ad integrare le informazioni di sostenibilità nel loro ciclo di relazioni.

12.7: Promuovere pratiche in materia di appalti pubblici che siano sostenibili, in accordo con le politiche e le priorità nazionali.

12.8: Entro il 2030, fare in modo che le persone in tutto il mondo abbiano informazioni rilevanti e  la consapevolezza per lo sviluppo sostenibile e stili di vita in armonia con la natura.

12.a: Aiutare i paesi in via di sviluppo a rafforzare la loro capacità scientifiche e tecnologiche per muoversi verso modelli più sostenibili di consumo e di produzione.

12.b: Sviluppare e implementare strumenti per monitorare gli impatti di sviluppo sostenibile per il turismo sostenibile, che crea posti di lavoro e promuove la cultura e i prodotti locali.

12.c: Razionalizzare i sussidi ai combustibili fossili che incoraggiano lo spreco, eliminando le distorsioni del mercato, a seconda delle circostanze nazionali, anche attraverso la progressiva eliminazione di quelli dannosi, ove esistenti, in modo da ridurre il loro impatto ambientale, tenendo pienamente conto delle esigenze e delle condizioni dei paesi in via di sviluppo e riducendo al minimo i possibili effetti negativi sul loro sviluppo in un modo da proteggere le comunità colpite.

Il tasso in rapida crescita del consumo di risorse naturali è insostenibile

Globalmente il consumo di risorse domestico per capita è aumentato del 40% dal 2000 al 2017, trainato principalmente dalla rapida industrializzazione dei paesi emergenti anche a causa dell’outsourcing delle produzioni materia-intensive da parte delle nazioni sviluppate. 

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Fonte: sdg-un

Un percorso per la produzione ed il consumo sostenibile richiede un approccio di economia circolare, strutturato per ridurre o eliminare l’inquinamento e i rifiuti, mantenendo i materiali e i prodotti in uso e rigenerando i sistemi naturali.

I progressi per la promozione di una produzione e un consumo sostenibile non sono equamente distribuiti

Lo sviluppo sostenibile e la salvaguardia degli ecosistemi possono essere ottenuti soltanto tramite un cambiamento radicale verso dei processi di produzione e consumo sostenibile. Diverse nazioni hanno sviluppato strumenti e strategia nazionali con lo scopo di supportare questa transizione, inclusi USA e UE. Il trend è dunque positivo ma mancano all’appello ancora molti paesi, compresi l’Australia, il Canada e diverse economie africane.

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Paesi che hanno prodotti piani d’azione nazionali o politiche sostenibile di consumo e produzione, ciclo di rendicontazione 2017-2019 e 2020. Fonte: sdg.un

I rifiuti elettronici continuano a crescere e non sono smaltiti correttamente

Dei 7.3kg di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) per capita prodotti a livello mondiale (saranno 9kg nel 2030) nel 2019, soltanto 1.7kg sono stati smaltiti in maniera sostenibile. I RAEE sono aumentati del 20% nel periodo 2014-2019, arrivando a quota 53.6 milioni di tonnellate. Il tasso di riciclo dei rifiuti elettronici dovrà aumentare di almeno 10 volte entro il 2030 per coprire l’intero loro ammontare, un processo necessario per eliminare le loro conseguenze negative che spaziano dall’inquinamento ed erosione dei suoli estrattivi con prodotti chimici velenosi in grado di causare seri danni agli umani e all’ambiente all’importante perdita di preziose materie prime come oro, litio, cobalto e platino. Basti pensare che si stima come circa il 7% di tutto l’oro nel mondo sia contenuto nei RAEE.

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RAEE generati e riciclati, 2010-2019. Proiezione dei RAEE generati e della crescita necessaria di riciclo, 2020-2030 (kg per capita). Fonte: sdg.un

I progressi per eliminare i sussidi ai combustibili fossili rimangono irregolari, minacciando il risultato del Paris Agreement e dell’Agenda 2030.

Molte nazioni stanno approfittando del basso prezzo dei combustibili fossili registrato negli ultimi due anni per eliminare gradualmente i sussidi e promuovere politiche energetiche sostenibili. I progressi rimangono però distribuiti irregolarmente nel mondo. Inoltre, l’innalzamento dei prezzi degli idrocarburi registratosi nel 2021 pone una minaccia al raggiungimento degli obiettivi presenti nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e nell’Accordo di Parigi.

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Sussidi fossili in proporzione al PIL, percentuali 2015 e 2019. Fonte: un.sdg

Nonostante i progressi, i paesi in via di sviluppo hanno ancora vasti potenziali non sfruttati per l’energia rinnovabile

Dal 2015 il tasso di crescita delle rinnovabili ha superato stabilmente quello dei combustibili fossili e nel 2018, per la prima volta, i paesi in via di sviluppo hanno registrato la maggiore installazione di nuovi impianti – principalmente solare e eolico (tasso di crescita rispettivamente del 72% e 22%).  Ciononostante, nei paesi sviluppati la capacità di energia rinnovabile per capita è ancora quattro volte maggiore rispetto a quella delle altre nazioni, indicando la presenza di un grande possibilità di crescita.

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Capacità installata di energia rinnovabile nei paesi in via di sviluppo. Fonte: un.sdg

Il podcast di Circularity

Se questo articolo ti ha interessato, puoi approfondire l’argomento ascoltando il nostro podcast “Produzione e consumo sostenibili, dove Camilla Colucci, founder di Circularity, ne discute con Karina Bolin, presidente di Humana, e con Irene Ivoi, designer di strategie circolari.

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