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Notizie di economia circolare / Materie prime critiche, altri 19 progetti europei selezionati per il riciclo
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Materie prime critiche, altri 19 progetti europei selezionati per il riciclo

4 min di lettura 19 ottobre 2026

Dei 46 nuovi progetti selezionati dalla Commissione europea per rafforzare la supply chain di materie prime critiche e diversificare i canali di importazione, ben 19 riguardano il riciclo.

Si tratta della seconda iniziativa di Bruxelles - dopo quella del marzo 2025 in cui altri 10 progetti di riciclo furono selezionati - che si inserisce nel quadro legislativo del Critical Raw Materials Act (CRMA). Il regolamento europeo entrato in vigore nel maggio 2024 stabilisce che entro il 2030 la capacità estrattiva dell’UE dovrà coprire almeno il 10% del consumo annuo europeo di materie prime strategiche, quella di trasformazione almeno il 40% e quella di riciclo almeno il 25%.

Litio, terre rare, magnesio e tungsteno: la dipendenza da paesi terzi di ciascuna di queste materie prime strategiche non dovrà superare il 65% del consumo annuo europeo.

 

La strategia per le materie prime critiche

Bruxelles vuole risolvere le vulnerabilità e sbloccare i colli di bottiglia che oggi mettono a rischio l’approvvigionamento europeo. Secondo i dati dell’Agenzia internazionale dell’energia (IEA), la Cina controlla il 90% della produzione mondiale di terre rare raffinate utilizzate nei magneti e il 94% della produzione di magneti permanenti sinterizzati. Dagli impianti cinesi passa il 70% della quota di raffinazione di circa 20 minerali strategici.

Secondo le stime della Commissione Ue, il centinaio di progetti selezionati negli ultimi due anni potrebbero arrivare a coprire l’89% dell’obiettivo europeo di trasformazione del cobalto, il 57% di quello relativo al tungsteno e il 51% di quello relativo al magnesio. Rafforzando così diverse filiere: dalle batterie agli armamenti, dell'aerospazio ai magneti permanenti.

Per l’Unione europea essere selezionato tra i progetti strategici significare ricevere vantaggi concreti, ma non garantisce l’ottenimento automatico di fondi europei. Il regolamento Critical Raw Materials Act prevede che le procedure di autorizzazione non superino 27 mesi per i progetti di estrazione e 15 mesi per gli altri progetti. Il requisito di velocità, tuttavia, è accompagnato da una valutazione ambientale, sociale e di governance.

 

Il riciclo di materiali dai pannelli fotovoltaici tra i progetti italiani

 Tra i selezionati ci sono anche cinque progetti italiani. Alkeemia PureGraph si concentra sulla trasformazione della grafite in materiale battery grade, destinato all’impiego nelle batterie. Mentre CRM4 Defence, promosso da Leonardo S.p.A. con il coinvolgimento di Italia, Polonia, Francia e Regno Unito, lavora sul recupero e sul riciclo di alluminio, magnesio e titanio per la difesa.

ReSuPLIR è dedicato alla valorizzazione di materie prime contenenti metalli del gruppo del platino, mentre l'impianto di REW-ITA Green Hub riguarda il recupero di materiali come rame, cobalto e tungsteno. L’azienda punta sul riciclo dei pannelli fotovoltaici in una soluzione industriale concreta e replicabile”.

L’obiettivo di 9PV-up è passare dal livello di maturità tecnologica TRL 6 al TRL 8 − della scala Technology Readiness Level, articolata in nove livelli e che misura il grado di maturità di una tecnologia − attraverso l’ottimizzazione del processo e la dimostrazione della sua efficacia su scala industriale.

L’impianto previsto a Meolo, in provincia di Venezia, dovrebbe avere una capacità di trattamento di circa 600 kg all'ora e permetterà di recuperare vetro, alluminio, rame, silicio e argento. Il processo prevede una prima fase di riconoscimento dei pannelli e smontaggio, seguono trattamenti termici e meccanici per separare rame, vetro e celle fotovoltaiche che vengono poi sottoposte a un trattamento a ultrasuoni per recuperare argento e silicio.

Il progetto mira inoltre a migliorare la raccolta dei pannelli nel Nord-Est, in particolare nelle province di Venezia, Treviso e Padova. L'impiato dovrebbe essere realizzato entro la prima metà del 2027, mentre l’ottimizzazione di tutte le sezioni del processo dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno. Il progetto beneficia di un finanziamento di un milione di euro nell’ambito del PR Veneto FESR 2021-2027, di cui 400.000 euro a fondo perduto.