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Legno arredo: l’esempio francese di un EPR virtuoso

Data 02/11/2023
Tipo News

Gli schemi di responsabilità estesa del produttore (EPR) vengono istituiti per sollevare le autorità locali da tutti o parte dei costi di smaltimento dei rifiuti e trasferire il finanziamento dai contribuenti ai consumatori. Attraverso la creazione di consorzi sono i produttori a dover creare un circolo virtuoso in cui i costi di smaltimento vengono inclusi nel prezzo di vendita dei nuovi prodotti. Il tutto per ridurre la quantità di rifiuti inviati in discarica e aumentare il tasso di riciclo. Ad oggi gli schemi EPR più conosciuti in Europa sono quelli dedicati ai rifiuti di plastica, RAEEE oppure ai vestiti giunti a fine vita. Meno conosciuto, invece, è lo schema di responsabilità estesa del produttore del settore legno arredo. Per capire come organizzarlo può essere utile dare un’occhiata alla Francia che da oltre dieci anni ha istituito ben due consorzi: Ecomaison per la frazione di rifiuti di mobili domestici e Valdelia per i rifiuti di mobili non domestici.

I mobili domestici riciclati da Ecomaison

Creata nel 2011 – allora con il nome di Eco-mobilier – da 24 distributori e produttori di mobili francesi, Ecomaison è oggi composta da 68 azionisti provenienti dai settori dell’arredamento, della biancheria da letto, del bricolage, del giardino, dei giocattoli e dell’edilizia. Mentre prima della sua costituzione il 55% dei mobili veniva smaltito in discarica, dal 2013 Ecomaison ha già trattato oltre 10 milioni di tonnellate di mobili e biancheria da letto usati, oggetti o materiali il cui riciclo ha permesso di evitare lo smaltimento in discarica dell’equivalente di 1.000 Torri Eiffel di rifiuti.

Nel 2022 Ecomaison è diventata oggi il principale fornitore di legno riciclato in Francia con il 97% dei mobili era stato riutilizzato o riciclato. Grazie al contributo obbligatorio di eco-partecipazione – importo dovuto da parte di tutti gli acquirenti di un nuovo prodotto per finanziare il prolungamento della sua durata di vita e il suo riciclaggio – Il consorzio francese ha creato una rete locale di oltre 6.700 punti di raccolta, 600 operatori industriali per il riciclo dei materiali e 580 operatori dell’economia sociale e solidale per il riutilizzo degli oggetti. Numeri che permettono a tutti i cittadini francesi di accedere a un punto di raccolta a meno di 15 km dalla propria abitazione.

Mobili da utenze non domestiche: Valdelia e le diverse modalità di raccolta

Non ci sono solo le abitazioni private. Anche aziende, scuole, ospedali, alberghi e ristoranti comprano e smaltiscono arredamento. Per questo motivo nel 2011 è stata costituita Valdelia, consorzio senza scopo di creato da produttori di mobili professionali per rendere circolare il comparto.

Aderendo e versando un’ecotassa a Valdelia, i produttori trasferiscono all’organizzazione la responsabilità di raccogliere e gestire i mobili usati. Come nel caso di Ecomaison, queste somme finanziano tutto il suo lavoro: dalla raccolta al trattamento, dalla tracciabilità al monitoraggio della qualità del servizio, dagli investimenti fino alla comunicazione.

Dando ai mobili una seconda vita attraverso la sua rete di associazioni e attori del terzo settore, Valdelia raggiunge così oltre 500.000 aziende ed enti locali che vogliono smaltire i loro mobili. Queste organizzazioni sono in grado di riparare, restaurare o rimodellare i mobili o di lavorare con le materie prime per trasformare i rifiuti di mobili professionali in nuovi mobili pronti per essere utilizzati da altre organizzazioni, aziende o enti locali. 53 centri di trattamento trattano le materie prime provenienti da mobili rotti o danneggiati. Queste materie prime diventano nuove risorse che alimentano le catene di produzione di nuovi prodotti e oggetti, per uso aziendale o per il mercato di massa.

Un aspetto da tenere a mente è il sistema di raccolta gratuita per i proprietari professionisti. Per quantità superiori a 20 m3 , Valdelia offre ritiro gratuito e su misura, invece per quelle inferiori a 20 m3 propone due opzioni: cassonetti nei locali dell’azienda che vengono svuotati con intervalli regolari, tipicamente una volta al mese. Come alternativa ci sono oltre 135 punti di raccolta volontari sparsi in tutta Francia che sono situati principalmente presso le sedi di aziende partner del terzo settore.

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