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Articolo a cura di Giuseppe Zizzo, Blockchain Innovation Manager - per Circularity

Tecnologia Blockchain come driver verso l’Economia Circolare

Assistiamo da diverso tempo ad una vera trasformazione anche culturale (Economia Circolare), in piena rivoluzione industriale (la quarta), ad opera di tecnologie dirompenti come la Blockchain e AI. siamo partecipi della cosiddetta Era della Digital Transformation, dove l’Internet del Valore sta prendendo sempre più terreno.

June, 2021

Con l’attuale grado di progresso raggiunto, le nuove tecnologie digitali devono supportare la Transizione Circolare con evidenti benefici a favore delle persone e dell’ambiente circostante, sia a livello locale che globale. La transizione verso un modello economico circolare deve rappresentare un cambiamento sostenibile, che soddisfi non solo l’aspetto economico ma includa anche vantaggi per l’ambiente e la sfera sociale.  

Considerando la rapida ascesa del progresso tecnologico, le relative innovazioni che lo cavalcano hanno facilitato l’accesso a prodotti a livello globale, con conseguenze negative sulla sostenibilità dei diversi processi aziendali e industriali. In questo contesto la tecnologia Blockchain rappresenta un nuovo paradigma di “progresso decentralizzato” basato su fiducia, trasparenza, sicurezza e tracciabilità.
È ormai assodato che l’attuale sistema lineare ha raggiunto un punto di non ritorno. Come “consumatori” utilizziamo ogni risorsa possibile realizzando indiscriminatamente prodotti che dopo un velocissimo consumo, vengono gettati via generando rifiuti e impoverendo l’ambiente.

Un esempio chiarificatore è rappresentato dalla filiera del tessile che, secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente, si conferma come una delle industrie più inquinanti a livello globale  con il suo utilizzo di circa 3.500 sostanze chimiche di cui 750 classificate come pericolose per la salute umana e 440 come pericolose per l’ambiente e il cosiddetto “Fast fashion” che ha promosso l’aumento dei consumi usa-getta dei capi di abbigliamento e sdoganato modelli di business lineari altamente competitivi e con impatti sociali molto dannosi a causa delle cattive condizioni di lavoro e di ambienti di lavoro malsani con largo impiego del  lavoro minorile.

E’ necessario cambiare questo sistema trasformando il ciclo industriale e gestendo al meglio le risorse a disposizione, impiegando nuovi materiali ecosostenibili e allungando la “vita” stessa dei materiali impiegati. Dobbiamo ripensare al sistema dei rifiuti e al relativo inquinamento che ne deriva, partendo da una progettazione sostenibile e utilizzando le nuove tecnologie per creare cicli produttivi virtuosi e sostenibili.

Ma come si inserisce la blockchain in questa transizione alla circolarità?

Grazie alla blockchain ogni passaggio della filiera viene registrato aumentando la trasparenza del processo produttivo e rendendo possibile tracciare l’intero percorso di vita di un prodotto. La blockchain si rivela quindi uno strumento indispensabile per tutte le risorse che devono essere archiviate, distribuite o che sono oggetto di negoziazioni tra più attori di una supply chain.

La tracciabilità dell’intera filiera (dall’approvvigionamento alla gestione del fine vita) all’interno di una logica Crandle to crandle è il primo importante passo per evitare sprechi e smaltire gli scarti in modo corretto e in compliance con le normative ambientali nonché un efficace strumento di brand reputation per le imprese che desiderano comunicare al mercato e ai propri stakeholder i propri comportamenti virtuosi in tema ambientale.

Nel caso della gestione dei rifiuti, per esempio, la blockchain può rivelarsi una tecnologia decisiva per la tracciabilità e legalità dei processi e rendere trasparente l’intera catena di valore legata alla gestione degli scarti divenendo anche uno strumento importante a garanzia della legalità della filiera medesima contro il fenomeno dell’ecomafia e può essere utilizzata come chiave di volta per promuovere comportamenti virtuosi da parte dei cittadini.  

Emblematico il caso di Circularise società olandese che utilizza una combinazione di blockchain, tecnologia peer-to-peer e crittografia Zero-Knowledge Proofs (ZKP) all’interno di una piattaforma decentralizzata di comunicazione e archiviazione di informazioni che permette lo scambio di informazioni tracciate e tracciabili tra gli attori delle diverse catene di valore che riguardano per esempio il settore della plastica, degli imballaggi e dell’automotive permettendo a tutte le figure coinvolte di scegliere materiali sostenibili e circolari, garantendo privacy e la trasparenza delle stesse catene di approvvigionamento.



Nel contesto del settore tessile è significativo il risultato della casa di moda londinese Martine Jarlgaard definita pioniera della tecnologia da Fast Company e Forbes, che grazie alla blockchain può tracciare completamente la supply chain dei propri capi d’abbigliamento: dalla materia prima alla finitura creando una vera e propria roadmap tracciata dei prodotti visibile grazie al QR code presente sull’etichetta che racconta il percorso della materia prima lungo tutta la catena di valore dei processi produttivi.

Ma qual è la giusta definizione di Blockchain?

La tecnologia Blockchain viene solitamente definita come un registro digitale distribuito, basato sulla crittografia e comunicazione peer to peer, immutabile e open source. La condivisione dei dati e delle transazioni avviene con il consenso dei partecipanti al Network (Nodi).

I Nodi, protagonisti del registro peer to peer, scaricano il relativo software (blockchain permissionless), consentendo di avere una copia del Ledger sul proprio server, senza un controllo da parte di una autorità centrale. A questo punto si potranno iniziare a fare transazioni e inserire documenti informatici legalmente validi sulla blockchain.

Ad oggi esistono più di 1000 piattaforme (tra cui la rinomata criptovaluta Bitcoin) che utilizzano la tecnologia Blockchain e l’Italia si guadagna il terzo posto come terzo Paese europeo per numero di progetti blockchain avviati, un mercato che a breve potrebbe valere il 10% del Pil mondiale.

Schema di funzionamento della Blockchain Fonte: PwC

Affidabilità, Efficienza, Trasparenza e Fiducia: i capisaldi di questo ecosistema innovativo, ecosostenibile e circolare.

In questo nuovo Mindset la tecnologia Blockchain è un driver fondamentale per favorire la Transizione Circolare. Una tecnologia innovativa molto efficace per costruire una “catena” circolare di fiducia e sostenibilità; un volano eccezionale per rivoluzionare la gestione delle supply chain e tracciare l’uso dei materiali in modo intelligente, senza sprechi ed omissioni accidentali. Senza dimenticare l’aspetto legato ai consumatori che sono sempre più esigenti rispetto alla sostenibilità delle filiere di provenienza dei prodotti di consumo e alle pratiche di “greenwashing” Come già accennato uno dei punti di forza della blockchain è la possibilità di  tracciare i prodotti dalla produzione fino al fine vita, la notarizzazione delle filiere e le relative Supply Chain, aiutando la corretta gestione e certificazione dei processi e sistemi gestionali e i relativi sistemi di approvvigionamento delle materie prime e delle cosiddette materie prime seconde, comprese le fasi della raccolta e trattamento dei rifiuti, migliorando di conseguenza anche la fiducia tra i diversi attori del settore, eliminando burocrazia e passaggi inutili, grazie anche ad una corretta KYC (onboarding).
Grazie alla Blockchain è possibile:

  • verificare l’identità degli attori coinvolti;
  • implementare la digitalizzazione dei vari documenti e formulari;
  • contrastare frodi e smaltimenti illeciti dei rifiuti;
  • facilitare la corretta gestione dei processi di End of Waste;
  • tracciare i vari step delle filiere a garanzia della legalità e trasparenza nel rispetto delle leggi e della circolarità dei processi.

A sostegno del contributo determinante della tecnologia Blockchain è intervenuta anche la Commissione Europea che, nella Comunicazione dell’ 11 marzo 2020 sul Nuovo Piano d’Azione per l’Economia Circolare, riporta: “Facendo leva sul mercato unico e il potenziale delle tecnologie digitali, l’economia circolare può rafforzare la base industriale dell’UE e favorire la creazione di imprese e l’imprenditorialità tra le PMI. Modelli innovativi basati su una relazione più stretta con i clienti, la personalizzazione di massa e l’economia collaborativa e della partecipazione, e supportati dalle tecnologie digitali, come l’Internet delle cose, i big data, la blockchain e l’intelligenza artificiale, accelereranno non solo la circolarità ma anche la dematerializzazione della nostra economia, consentendo all’Europa di ridurre la dipendenza dalle materie prime.”

Le tecnologie digitali possono tracciare i percorsi dei prodotti, dei componenti e dei materiali e consentire un accesso sicuro ai dati raccolti. E devono stimolare applicazioni e servizi come i passaporti dei prodotti, la mappatura delle risorse e l’informazione ai consumatori.

Per approfondire le politiche europee sull’economia circolare consigliamo anche di visionare questo articolo.

In conclusione, dobbiamo ridisegnare la nostra intera economia con criteri sostenibili e circolari, introducendo una cultura green e creando processi di prodotto sostenibili integrando nella transizione alla circolarità tecnologie abilitanti come la Blockchain e l’Intelligenza Artificiale (IA), elementi imprescindibili per avviare il mercato a una corretta e sistemica Economia Circolare. Un cambio di paradigma che sia davvero rivoluzionario, globalizzato e digitalizzato 4.0.

Per avere una visione più completa ti consigliamo la lettura del nostro precedente articolo “COME LA BLOCKCHAIN SI APPLICA ALL’ECONOMIA CIRCOLARE


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